Muore dopo l’operazione, 28 indagati
La vittima è la 68enne Luciana Zambonati, madre di Mirko Barioni ucciso nel giugno 2017 dalla compagna Lara Mazzoni
COPPARO. Ventotto, tra medici e infermieri di due cliniche private bolognesi, sono stati indagati in seguito alla morte di una donna di 68 anni, Luciana Zambonati, residente a Copparo. La donna era stata operata per la sostituzione di tre valvole cardiache il 25 novembre scorso a Villa Torri ed è deceduta l’8 gennaio in un’altra struttura sanitaria, clinica Villalba.
L’iscrizione nel registro degli indagati - è bene precisarlo - è un atto di garanzia legato all’esecuzione della consulenza tecnica medico-legale sul decesso.
L’incarico è stato conferito ieri dal pm Luca Venturi al medico legale Paolo Fais ed a Roberto Bianco, del Dipartimento di scienze cardiovascolari dell’Università di Padova. L’autopsia, eseguita nella giornata di ieri, dovrà chiarire cosa è successo dopo l’intervento e se nel decesso ha avuto una qualche responsabilità un’assistenza non adeguata dal punto di vista medico-sanitario.
la denuncia
Il fascicolo è stato aperto in seguito alla querela dei familiari della donna. Questi hanno riferito all’autorità giudiziaria che dopo l’operazione la salute della donna è gradualmente peggiorata ed era stata trasferita da una struttura all’altra il 23 dicembre.
Nel fascicolo sono entrati anche altri particolari: tra questi il fatto, evidenziato dai parenti della Zambonati, di essere stati informati dai medici di una grave infezione in atto solamente quattro giorni prima della morte.
I familiari della 68enne copparese sono difesi dall’avvocato Massimiliano Sitta. Gli indagati (come detto medici e infermieri in servizio nelle due strutture sanitarie), dagli avvocati Lorenzo Marangoni, Chiara Rinaldi, Sabrina Di Giampietro, Andrea Martinelli, Roberto Plati, Fabio Mennino, Egidio Oronzo, Antonio De Renzis, Tiziana Paltrenieri, Roberto Giorgi Ronchi.
l’altra tragedia
Luciana Zambonati è particolarmente conosciuta. Intanto, perché con il marito Beniamino Barioni avevano gestito per anni il Bar Sport di Berra (dove lei era soprannominata Mila). Poi perché era la madre di Mirko Barioni, il 40enne ucciso dalla compagna Lara Mazzoni a coltellate nel giugno del 2017 ad Ambrogio. Una tragedia che aveva segnato l’intera famiglia (la donna ha altri due figli, Alessandro e Cristiano), non solo per la perdita del figlio, ma anche per le due vicende legali conseguite, quella per l’omicidio e quella per l’affido della bambina nata dall’unione di Mirko e Lara.
Negli ultimi tempi la 68enne aveva manifestato problemi di salute, tanto da richiedere l’intervento. Infatti, quando un paio di mesi fa Canale 5 si collegò nell’abitazione dei Barioni a Copparo per le prime parole della famiglia sulla morte del figlio, erano presenti Beniamino, i due figli e una delle nuore, Anna, ma non Luciana. —
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