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Per l’ultimo saluto a “Dindo” rombo di motore e musica rock

Per l’ultimo saluto a “Dindo” rombo di motore e musica rock

Ieri il funerale di Marco Bidinelli di 58 anni, già gestore di un pub a Scortichino Una folla di amici e una grande commozione hanno accompagnato le esequie 

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GAVELLO. Un rombo proveniente dal motore della sua jeep, la musica rock che esce dalle casse acustiche e l’applauso dei tantissimi amici. È stato questo l’ultimo saluto che Gavello ha voluto tributare a Marco “Dindo” Bidinelli, scomparso a 58 anni, al termine di una lunga malattia. Una malattia che lo ha strappato all’affetto dei suoi cari, ma anche delle centinaia di amici che ieri hanno voluto essere presenti alla chiesa parrocchiale di Gavello per i funerali. C’erano anche il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, quello di Ferrara, Alan Fabbri, il consigliere comunale matildeo Giordano Mantovani, diversi esponenti delle contrade del Palio di Gavello e Scortichino, il mondo del calcio, con l’ex presidente della Gavellese, Dante Trevisani. Con loro Claudio Poletti, il proprietario del pub Mister, un tempo gestito proprio da “Dindo”.

«Siamo qui per l’ultimo saluto a Marco, che ha concluso il suo pellegrinaggio. Marco è stato un figlio, un marito, un fratello, un padre e un nonno, ma anche un caro amico per tante persone, e ora continua a vivere in Dio», ha detto dall’altare don Roberto Antonelli durante l’omelia.

l’applauso finale

In chiesa sono in tantissimi. Sfidando una giornata grigia e gelida, tutti coloro che non hanno voluto mancare alla cerimonia hanno atteso pazientemente l’arrivo del feretro, transitato fra due ali di folla davanti alla chiesa del paese.

Nel corso della messa sono state lette la seconda lettera di San Paolo ai Corinzi e il Vangelo di Giovanni. In particolare, don Antonelli si è sofferma sulla parabola della risurrezione di Lazzaro: «È stata questa la vittoria del Signore sul peccato e sulla morte, ma anche Gesù, alla notizia della scomparsa di Lazzaro, ha pianto. Quando Marta, la sorella di Lazzaro, dice al Signore “Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”, in realtà ci rimanda a un interrogativo che tanti parenti e amici dei defunti si pongono, quando una persona, che nel caso di Marco poteva avere una lunga vita ancora davanti, viene strappata prematuramente. La morte del corpo, però, non è la fine di tutto. Il Signore ricorda che chi avrà Fede in lui vivrà in eterno».

Marco Bidinelli, capace di strappare a tutti un sorriso, ha lottato contro la malattia, dimostrando il suo attaccamento alla vita. L’amica Vanna Coni, dall’altare, va parafrasando le sue stesse parole: «In questo momento, avresti detto: cosa piangete? Io sono qui. Ci facevi sempre ridere e Gavello non è più la stessa senza di te. Ciao Tato, non ti dimenticheremo».

La commozione prende il sopravvento: scorrono le ultime lacrime e scroscia un applauso tra la folla, mentre il feretro si allontana diretto in Certosa per la cremazione, ultimo viaggio di “Dindo”. —

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