Carabinieri assolti ma senza rimborsi spese
comacchio. Il tribunale militare di Napoli li aveva assolti “perché il fatto non costituisce reato” e l’appello della procura militare è stato respinto: la sentenza è definitiva. I carabinieri finiti nei guai per aver girato un video carnevalesco nella caserma di Comacchio, che metteva alla berlina l’ex comandante ed alcuni ufficiali al punto che si era ipotizzato il reato di diffamazione pluriaggravata, sono innocenti. Ma non per questo possono ottenere il rimborso delle spese legali che avevano reclamato. Lo hanno ora stabilito i giudici del Tar dell’Emilia Romagna, confermando la decisione presa dal ministero, direzione per il personale militare.
Per quel Dvd che aveva fatto scandalo, e che qualcuno aveva trasmesso anonimamente alla magistratura militare, erano stati denunciati in dodici, di cui otto rinviati a giudizio. Tutti assolti, come detto. Ma quattro di loro (due appuntati scelti, un luogotenente ed un ex luogotenente) hanno poi chiesto di attivare la norma (dl 67/1997, articolo 18) che prevede il rimborso delle spese legali anticipate dai dipendenti pubblici nel corso di azioni penali e civili per atti connessi con l’espletamento del servizio o con l’assolvimento di obblighi istituzionali e conclusi con sentenza o provvedimento che escluda la loro responsabilità, e si sono rivolti ai giudici quando il beneficio è stato negato.
Il presupposto per il rimborso, sottolineano i giudici in sentenza, è la stretta correlazione tra i fatti contestati e lo svolgimento del servizio. E la realizzazione del filmino di carnevale in caserma certo non può essere assimilata ad un compito connesso con il servizio prestato per l’Arma o con gli obblighi istituzionali dei militari. Che, dunque, non hanno diritto alle spese legali. —
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