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Centrosinistra duro «Statuto, i ritardi non a causa nostra»

Centrosinistra duro «Statuto, i ritardi non a causa nostra»

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COPPARO. «UnioneSì intende garantire equa rappresentanza a tutti i comuni dell’unione. Non esistono cittadini di serie A e di serie B». Questa in sintesi la risposta al centrodestra, che ha definito «irricevibile» la proposta del centrosinistra in seno all’Unione Terre e Fiumi per il nuovo statuto. «Di fronte alle accuse mosse dal centrodestra – precisa il gruppo – ci pare anzitutto utile specificare che nell’ambito dei lavori della commissione l’unico gruppo che ha ritardato la partenza è stato il centrodestra stesso. Non si capisce cosa abbiano da recriminare i consiglieri sul punto, visto che a segnalare un problema (esclusivamente di forma e ininfluente) sulla delibera – che ha poi causato 3 settimane di stop – è stato il consigliere Amà; e non ci risulta sia nel gruppo del centrosinistra. In secondo luogo, occorre evidenziare come nonostante lo stesso Amà si sia inizialmente fatto carico di proporre una versione di consiglio che andasse bene a tutti, è poi improvvisamente tornato indietro, facendo perdere altre due settimane di lavoro... evidentemente sconfessato dal sindaco di Copparo, Pagnoni, intervenuto a gamba tesa nonostante il lavoro che a fatica si stava portando avanti, trovando mediazioni importanti».

futuro incerto

Chiaramente questi ritardi complicano l’attività dell’ente. «Il centrodestra parla di immobilismo, come se il sindaco che li rappresenta non fosse un membro della giunta con stesse responsabilità degli altri. Eh no, far finta di essere spettatori, quando nella realtà non si è fatta alcuna proposta alternativa alla nostra è troppo comodo ed è atteggiamento che non può passare sotto silenzio. L’Unione nasce per collegare il territorio e spingere gli amministratori a lavorar insieme, non per creare cittadini di serie A e serie B. Il gruppo UnioneSì ha proposto una revisione dello statuto che vuole raccogliere l’esigenza di Copparo di essere maggiormente rappresentato e che, al con tempo, intende garantire equa rappresentanza a Tresignana e Riva del Po. Il resto delle accuse fa parte di una strategia polemica a cui non intendiamo prestar il fianco». —

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