I rischi di internet spiegati ai ragazzi dell’istituto Pascoli
CENTO. «Da “immigrato digitale” partire alla conquista della fiducia dei ragazzi, “nativi digitali”, per poter poi spiegare loro i rischi che si corrono nell’utilizzo del web, a cominciare da quando postano foto sui social».
Obiettivo raggiunto, per l’ingegner Piero Fontana che ieri mattina in Pandurera ha incontrato 180 studenti della scuola secondaria di primo grado dell’Ic2 Pascoli di Cento per educarli e accompagnarli a riflettere e a diventare consapevoli su cosa fare, ma soprattutto su cosa non fare, quando sono in rete. Sì perché la rete non dimentica, e restituisce nel tempo, anche quando noi non vorremmo più, qualsiasi foto o video caricati.
INTERCONNETTIAMOCI Con il progetto “Interconnettiamoci… ma con la testa”, il Lions Club Cento promuove così la sicurezza nell’utilizzo del web tra i ragazzi delle scuole con relatore d’eccezione, l’ingegner Fontana, colonnello del Corpo ingegneri dell’Esercito, responsabile della 1ª Divisione Sistemi Informatici del ministero della Difesa, e responsabile nazionale del progetto Interconnettiamoci dei Lions Club italiani. La conferenza, anticipata mercoledì sera dal meeting al ristorante hotel Europa, rientra tra i service del Lions Club Cento, col patrocinio della Fondazione Teatro Borgatti, ed è stata realizzata grazie all’adesione dell’Istituto comprensivo 2 Pascoli.
AIUTO ALLE FAMIGLIE
Nel dare il benvenuto alla presidente della Fondazione Milena Cariani che ha dato disponibilità ad accogliere in Pandurera le iniziative Lions dedicate a medie e superiori, alla dirigente scolastica dell’Ic2 Rosaria Calabria e al luogotenente Roberto Gallina (comandante stazione carabinieri di Cento), il presidente Gian Luca Cazzola ha annunciato che il Lions Cento ha già deliberato che il progetto Martina (per la prevenzione dei tumori) diventi service permanente, come è in programma che lo diventi anche Interconnettimoci. Un service importante per «spiegare ai ragazzi come reagire alle minacce, come cyberbullismo, cyberpedofilia, utilizzo delle foto, ma anche per i genitori perché diano il buon esempio, stando un po’ più vicini ai figli senza lo smartphone in mano, seguendoli e accompagnandoli nei primi passi sulla rete». —
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