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Bonaccini-Borgonzoni, scintille sul fisco

S.C.
Bonaccini-Borgonzoni, scintille sul fisco

La sfidante agli industriali: abolirò l’Irap. Il governatore: non può farlo. E Confindustria li promuove assieme a Benini (M5s)

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Stretta di mano e abbraccio prima del confronto, come mai accaduto finora fuori dagli studi televisivi, ma poi fuochi d’artificio su di un tema concreto, il fisco per le imprese. Questo il film dell’appuntamento che ieri a Bologna, da Confindustria Emilia Romagna, ha messo di fronte Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni, cioè i due sfidanti principali alle Regionali, a confronto con il vertice degli industriali, come del resto Simone Benini (M5s). L’attenzione era ovviamente concentrata sul presidente uscente e la sfidante di centrodestra, che dopo le polemiche per i mancati faccia a faccia hanno sparato le loro cartucce soprattutto sui temi fiscali, da quanto emerso al termine dei faccia-a-faccia individuali. Borgonzoni ha lanciato la proposta di azzerare l’Irap per chi assume giovani, idea raccolta con favore ma anche con un pizzico di scetticismo dagli industriali. «Azzerare l’Irap credo che tecnicamente non sia possibile - ha osservato il presidente Stefano Ferrari - portare una riduzione sì. Oggi le imprese hanno certamente il problema di una tassazione che invece pesa in modo improprio sulla busta paga dei lavoratori, ma sta di fatto che a livello di cuneo fiscale bisogna lavorare con il governo centrale». Lapidario sul tema Bonaccini: «La mia avversaria dice che toglierà Irap e Irpe. Primo, non lo può fare, secondo se lo facesse porterebbe i libri della Regione in tribunale».

Gli industriali hanno indicato altre priorità ai candidati: l’invecchiamento della popolazione, la scolarizzazione e la denatalità come macro-questione fondamentale, «sono tre elementi sui quali una buona politica può ridurre il gap che l’Emilia Romagna ha nei confronti di altre regioni europee». Sul tema dell’autonomia, riproposto da Bonaccini, gli industriali dicono «avanti ma, per favore, chiamiamola personalizzazione regionale. È un argomento mal speso e mal strutturato» ha chiosato Ferrari.

Alla fine il presidente non si è sbilanciato sulle “performance” dei tre candidati. «Otto politico a tutti». —

S.C.

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