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COPPARO

Sepe, il sacrificio della vita resta nella memoria

La deposizione della corona d'alloro al monumento ai caduti di Copparo in memoria del vice brigadiere Sepe
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La deposizione della corona d'alloro al monumento ai caduti di Copparo in memoria del vice brigadiere Sepe

Una funzione religiosa per ricordare il Vice Brigadiere Medaglia d'Argento al valore civile

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COPPARO. Cerimonia commemorativa in ricordo del Vice Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Armando Sepe, l'altra mattina in Duomo, con una solenne funzione religiosa officiata dal Cappellano Militare della Legione Carabinieri Emilia Romagna, Don Giuseppe Grigolon.

Il sottufficiale, insignito della Medaglia d’Argento al Valor Civile, era caduto in servizio proprio a Copparo il 17 gennaio di 46 anni fa, mentre cercava di arrestare un copparese che aveva assassinato il figlio e tentato di uccidere la moglie. L’assassino, poi, datosi alla fuga, aveva riempito la casa di gas, causando l’esplosione della villetta che provocò la morte del militare.

Alla cerimonia erano presenti il Vicario della Prefettura di Ferrara dr.ssa Pinuccia Niglio, il Procuratore della Repubblica dr. Andrea Garau, il Colonnello Gabriele Stifanelli, Comandante Provinciale Carabinieri di Ferrara, il Sindaco di Copparo Fabrizio Pagnoni ed il Maggiore Giorgio Feola, Comandante della Compagnia Carabinieri di Copparo. Presenti anche i rappresentati dell’Arma e delle altre Forze dell’ordine provinciali e locali, le associazioni combattentistiche d’Arma in congedo ed alcuni parenti del compianto Brigadiere. Intervenute anche due classi dell’istituto comprensivo di Copparo.

Dopo la messa, i partecipanti hanno formato un composto corteo, che ha deposto una corona di alloro, alla memoria, presso il monumento ai caduti nella piazza principale di Copparo.

Il militare è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Civile alla memoria, concessa il 29 maggio 1973 con la seguente motivazione: “Consapevole di dover affrontare un pericolosi criminale, che si era rifugiato nella propria abitazione, dopo aver ucciso un proprio congiunto ed averne feriti altri due, con esemplare coraggio e generoso altruismo, faceva arrestare a prudente distanza il dipendente che lo accompagnava proseguendo da solo. Nell’azionare il campanello elettrico della porta, provocava l’esplosione del gas, di cui il folle aveva saturato l’immobile, venendo travolto dalle macerie. Esempio altissimo di attaccamento al dovere e di assoluto sprezzo del pericolo. Il 17 gennaio 1973 in Copparo (Ferrara)”.

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