La Nuova Ferrara

Ferrara

Castello Estense visitatori in calo Interrotta l’ascesa dopo anni di crescita

Gian Pietro Zerbini

In rosso anche il museo della Cattedrale e di Storia naturale In aumento gli altri civici minori, il ruolo delle mostre  

3 MINUTI DI LETTURA







Castello e musei civici: il 2019 è stata un’annata tra chiaroscuri se raffrontata all’anno precedente a giudicare dai dati dei visitatori che segnano un calo complessivo di circa ottomila presenze. Un bel test per saggiare le potenzialità dei contenitori culturali, che in questo periodo in maggioranza sono soggetti ad importanti opere di ristrutturazione e la conferma che bisogna ancora molto lavorare sul piano della promozione turistica.

Castello

Il dato più significativo che emerge è il calo di visitatori al Castello estense. Sono stati 192.579 con quasi un 5% in meno rispetto all’anno record 2018 dove il monumento aveva superato di slancio le 200mila presenze. È il primo arretramento dopo anni in cui il Castello ha avuto costanti aumenti di visitatori che in dieci anni sono in pratica raddoppiati. Il dato del 2018 aveva risentito positivamente della mostra della Collezione Cavallini Sgarbi allestita in Castello con oltre 40mila visitatori da febbraio a settembre. Nel complesso la fortezza museo estense si conferma di gran lunga il monumento più visto a Ferrara. Tra l’altro il Castello nel corso del 2019 è stato uno dei pochi contenitori di richiamo a non avere cantieri per interventi antisismici. Nel 2020 si punta a nuovi eventi di richiami a cominciare dalla mostra sul centenario di Previati dal prossimo febbraio. A fine anno però anche il Castello potrebbe essere coinvolto nel programma di restauri e dovrà convivere tra cantiere e percorsi espositivi, anche se è già stato anticipato che non verrà mai chiuso per lavori.

Museo Cattedrale

Un altro museo che fa registrare regressi è quello della Cattedrale nel complesso di San Romano. In tre anni c’è stata una progressiva diminuzione dei visitatori, con una conferma del trend negativo passati dai 22mila del 2016 a poco più di 19mila. Occorrerebbe una maggiore valorizzazione pubblicitaria di alcuni capolavori che sono custoditi all’interno in particolare la splendida scultura della Madonna della melagrana di Jacopo della Quercia, alle ante di Cosmè Tura.

Storia naturale

In flessione rispetto agli anni precedenti e in particolare su un positivo 2018, terzo caso su sette, pure il museo di Storia naturale e anche qui una campagna divulgativa sulle interessanti esposizioni potrebbero far tornare il trend in positivo.

Casa Ariosto

La “piccola, ma adatta a me”, come Ariosto descriveva la sua casa in contrada del Mirasole ha aumentato i visitatori rispetto al 2018, merito non solo dell’attività svolta dalla fondazione Bassani ma anche da una serie di rassegne espositive a cominciare da quella che ha avuto molto successo come la mostra fotografica di Enrico Baglioni.

Palazzina Marfisa

In leggera crescita rispetto all’anno precedente anche i visitatori alla Palazzina Marfisa e qui il dato deriva anche da belle rassegne espositive.

Palazzo Bonacossi

La struttura di via Cisterna del Follo, in percentuale, ha avuto l’aumento più significativo in percentuale rispetto al 2018 tra tutti i musei civici, anche se è quello che ha avuto meno visitatori: 10.427.

Museo risorgimento

Negli ultimi quattro anno l’unico contenitore museale che è in perenne crescita è il museo del Risorgimento e della Resistenza che ha provveduto a rinnovarsi, resta ancora un grosso interrogativo sulla futura collocazione. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google