I partigiani senza sede Palazzo Patrignani chiude Si punta all’ex scuderia
L’intervento di ristrutturazione vedrà tempi abbastanza lunghi Al momento l’Anpi è ospitata all’interno di Casa Mema dell’associazione Combattenti
COMACCHIO. La sezione lagunare dell’associazione nazionale partigiani d’Italia è in cerca di una nuova sede, dopo la chiusura di Palazzo Patrignani, disposta durante le festività natalizie, a causa di problemi di staticità riscontrati da una perizia tecnica.
L’Anpi di Comacchio sino a quattro anni fa occupava un locale di una succursale comunale al piano terra di via Edgardo Fogli, dove è situato il Servizio Tributi, poi è intervenuto il trasferimento a Palazzo Patrignani.
la richiesta
L’operazione ha fornito una risposta concreta a due esigenze, quella di recuperare un ufficio da integrare al Servizio Tributi e quella di dotare l’Anpi di uno spazio più ampio. «Ora siamo ospiti a Casa Mema dell’associazione Combattenti e reduci di guerra – spiega Vincenzino Folegatti, presidente della locale sezione Anpi-, in attesa di individuare una nuova sede. Purtroppo gli spazi a disposizione non sono adeguati per contenere tutto l’archivio. Ho dovuto trasferirne una parte nella mia abitazione».
tempi tecnici
L’intervento di ristrutturazione e restauro conservativo di Palazzo Patrignani, già approvato nella seduta consiliare in cui hanno ottenuto il via libera il bilancio di previsione e il piano triennale delle opere, è ormai giunto alla fase di progettazione esecutiva, ma «se consideriamo tempi tecnici per appalti ed esecuzione dei lavori – prosegue Folegatti –, passeranno alcuni anni prima dell’apertura e noi abbiamo bisogno di una sede.
Il Comune ci ha proposto il trasferimento temporaneo nel Centro di documentazione cinematografica al Parco del Delta del Po, ma gli archivi non ci stanno e siamo troppo distanti dal centro storico». Restano in campo due alternative, ancora da studiare a fondo, la prima per una ricollocazione dell’Anpi in via Mazzini 15, di fianco ai Servizi sociali del Comune, la seconda, quella maggiormente caldeggiata dall’associazione, per far rivivere la vecchia scuderia, ora in stato di degrado, situata all’interno del Parco della Resistenza.
proprietà del comune
«Abbiamo proposto di andare ad occupare il secondo piano dell’ex-scuderia, una volta che sarà stata sistemata – conclude Vincenzino Folegatti –; in questo modo avremmo a disposizione una sede e riusciremmo a garantire le aperture al pubblico dello stesso parco». Il Comune nel frattempo ha formalizzato richiesta alla provincia per poter disporre della gestione dell’immobile, ai fini di una futura riqualificazione, non potendo, attualmente, intervenire in alcun modo, trattandosi di un bene immobile di proprietà dell’amministrazione provinciale. —
Katia Romagnoli
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