Speranza indica la strada «Salute diritto da tutelare»
Il ministro difende a spada tratta il servizio sanitario nazionale e la sua priorità Alvisi: «Ripensare e migliorare l’assistenza domiciliare su base territoriale»
Una sanità pubblica, «che ripercorra quanto stabilito e sancito nella Carta Costituzionale del nostro Paese e cioè che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti».
la costituzione
Non poteva che essere il ministro della salute, Roberto Speranza, ad iniziare il suo intervento, ieri alla Camera di commercio, citando espressamente il fondamento della sanità italiana, l’articolo 32 della Costituzione. Un ministro che però ha saputo anche alternare le questioni più tecniche a quelle più strettamente politiche (con lui la candidata al consiglio regionale alle prossime elezioni del 26 gennaio nella lista Coraggiosa, Angela Alvisi) unite dunque al sostegno al candidato del centro-sinistra Stefano Bonaccini. «Ecologista, progressista, femminista», ha ricordato la Alvisi, che si è poi addentrata nei temi caldi della sanità ferrarese: «Bisognerà ripensare in modo virtuoso – ha detto la Alvisi – all’assistenza domiciliare per i pazienti con criticità e rendere nel frattempo la sanità più appetibile per i professionisti», un tema che più tardi in conclusione ha ripreso lo stesso ministro Speranza. Il quale, rispondendo nel contempo ad alcune domande giunte dal pubblico, ha estratto dal cilindro delle tematiche argomenti di stretta attualità: «Più risorse e stop alla politica dei tagli – ha detto Speranza – sono state e continuano ad essere gli assi portanti su cui si basa la politica di questo Governo e bisognerà lavorare cercando, quando è necessario, di mettere da parte le diverse appartenenze politiche perché il Servizio Sanitario Nazionale italiano, che è uno dei pochi al momento che funziona – ha proseguito il ministro della salute – continui ad essere un baluardo di questo Paese. Chi deve essere curato non va osservato attraverso altra logica che non sia il suo bisogno di aiuto».
l’esempio italia
Investire più soldi nella sanità, secondo Speranza – «contribuisce a rendere più capillare la rete dei servizi e a potenziare i nostri ospedali con apparecchiature all’avanguardia». E poi, con accenni senza dubbio più politici che tecnici, il titolare del dicastero della salute ha anche aggiunto che «a proposito di avversari politici, in certi Paesi se non tiri fuori la carta di credito o l’assicurazione, non vieni curato. Questo in Italia non avviene, e questo è il segnale che diamo come Governo, assieme al premier Conte, non solo all’Europa ma a tutto il mondo». —
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