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Costruiamo Tresignana: «O si cambia o si esce»

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TRESIGALLO. Secondo il gruppo di minoranza in consiglio comunale, Costruiamo Tresignana, sul tema del nuovo Statuto dell’Unione è «comprensibile la posizione della maggioranza copparese».

«Per quanto ci riguarda, è giunta forse l’ora di chiedere ai cittadini se intendono mantenere ancora in piedi l’Unione dei Comuni “Terre e Fiumi” o se non ritengano più giusto uscirne», dicono i membri del gruppo, secondo cui «una Istituzione che non fosse in grado nemmeno di decidere le proprie regole di funzionamento, non ha ragione di esistere. Siamo sempre stati per il coinvolgimento diretto della cittadinanza nelle scelte strategiche per il loro territorio. Forse sono maturi i tempi per un referendum sulla continuazione dell’esistenza dell’Unione o, se non altro, sull’uscita di Tresignana dalla stessa».

«Dal pd troppe pretese»

Il ragionamento prosegue: «In ogni caso, il Pd non può pretendere di decidere le politiche territoriali sulla testa del Comune di Copparo solo perché oggi è a conduzione del centro-destra. Come mai fino al 26 maggio 2019 (data delle ultime amministrative) non si sono mai posti questo problema di democrazia nei confronti delle “minoranze” come Jolanda di Savoia (prima dell’uscita) e di Tresigallo?». A questo punto Costruiamo Tresignana ha un sospetto, ossia «che la rappresentanza delle minoranze sia presa in considerazione solo oggi che, all’interno dell’Unione, con la proposta del centro-destra tale ruolo rischierebbe di toccare al Pd. La nostra idea è sempre la stessa. Cambiare in meglio l’Unione o uscirne, nei tempi e nei modi dovuti. Il nuovo statuto sarebbe un primo, obbligato, step di cambiamento, quindi noi lo appoggeremo». —

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