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CODIGORO 

«La vita della Capatti è la storia dei diritti»

«La vita della Capatti è la storia dei diritti»

Dalle vicende bracciantili fino alla chiusura dei manicomi Presentato il libro dedicato alla protagonista di tante lotte 

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CODIGORO. Apertura extra della biblioteca Giorgio Bassani, venerdì pomeriggio, per presentare il libro “Carmen Capatti, una vita per gli altri”, in presenza degli autori Daniele Civolani e Marco Turchi e di Gaetano Sateriale, autore della prefazione. La vera protagonista a Palazzo del Vescovo è stata naturalmente Carmen Capatti, una donna di grande spessore umano e socio-culturale, che ha contribuito, in modo determinante, a ridisegnare il volto della sanità pubblica ferrarese nel secondo dopoguerra.

donna esemplare

«Sono una donna sindaco, una delle poche, purtroppo, anche nel panorama nazionale – è stato il saluto di apertura del sindaco Sabina Alice Zanardi – ed è per me un onore e un piacere condividere con tutti voi questo evento culturale. Carmen Capatti, donna di questo territorio deltizio (nata a Massa Fiscaglia, ma che ha poi vissuto a Marozzo per molti anni), attraverso un impegno instancabile, forgiato dall’esperienza e dalla forza di chi cresce a contatto con la dura vita contadina del mondo bracciantile del dopo-guerra, si è occupata con tenacia e passione di quelle che erano vere e proprie piaghe per il nostro territorio: povertà, miseria, disoccupazione, abbandono delle scuole dell’obbligo».

In una società devastata dalla guerra e ancora profondamente maschilista, Carmen Capatti si è via via guadagnata la fiducia, il rispetto, l’ascolto delle istituzioni, per assicurare alle donne condizioni concrete di attuazione delle pari opportunità con il genere maschile.

tante conquiste

Nel libro scritto da Civolani e Turchi emerge con forza il ritratto di una donna che, unendo esperienza e militanza, estrazione e pragmatismo contadino agli ideali, ha saputo precorrere i tempi, attraverso un impegno civico, politico e sociale instancabile. Il concetto di umanizzazione del sistema sanitario, partendo dalla ginecologia e dalla pediatria, sino alla chiusura dei brefotrofi e dei manicomi, era qualcosa di impensabile ai tempi in cui la Capatti, che è stata anche assessore provinciale, operava. Eppure grazie a lei questa nuova visione, questo nuovo approccio verso pazienti affetti da patologie mentali è oggi un traguardo di civiltà ormai consolidato. Se sono arrivate poi la riforma del sistema ospedaliero e la Legge Basaglia, che 42 anni fa sancì la chiusura dei manicomi, lo si deve anche e soprattutto all’opera saggia e coraggiosa di Carmen Capatti, una paladina dei diritti dei più deboli, una donna battagliera, il cui impegno civico resta d’esempio per tutti.

Gli autori hanno dialogato con la stessa Capatti e con il pubblico in sala. Il dibattito è stato coordinato dal dirigente comunale Alessandro Cartelli. —

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