Sempre gravissimo l’uomo che si è sparato per il senso di colpa
È ricoverato in condizioni disperate nel reparto di Medicina d’Urgenza di Cona l’anziano che ha tentato di togliersi la vita dopo aver aggredito la moglie.
Un dramma familiare quello avvenuto lunedì mattina in uno dei palazzoni di via Kennedy. Tra i due anziani coniugi è sorto un litigio, al punto che la donna ha chiesto aiuto a una parente a causa di alcune contusioni che aveva riportato nel diverbio. La vista della moglie ferita trasportata all’ospedale in ambulanza ha turbato così tanto l’anziano da spingerlo a un gesto inconsulto. È tornato in casa, ha preso una pistola - un’arma vecchio tipo con le cartucce in dotazione - e l’ha rivolta contro se stesso, sparandosi alla testa.
Il rumore del colpo ha richiamato l’attenzione di qualche vicino, e i soccorritori intervenuti sul posto hanno trovato l’anziano ormai agonizzante. A innescare la tragedia, oltre il litigio e l’aggressione alla moglie, potrebbe aver contribuito uno stato di stress psicologico. L’uomo è stato dunque portato d’urgenza all’ospedale Sant’Anna di Cona in fin di vita e ricoverato nel reparto di Medicina d’Urgenza. Nelle sue condizioni i medici disperano di poter intervenire chirurgicamente.
Lunedì mattina la situazione, nell’appartamento di via Kennedy, è precipitata in pochi minuti: il diverbio, lo scatto di aggressività che ha spinto l’anziano ad aggredire la moglie, l’intervento del personale del 118, la signora ferita portata in ospedale. E poi il senso di colpa opprimente, unito probabilmente a una stanchezza di vivere, hanno portato l’anziano a impugnare l’arma per porre fine ai suoi giorni. —
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