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i funerali a S.Cristoforo 

«Eri un amico e un maestro» Il saluto a Davide Mantovani

Margherita Goberti
«Eri un amico e un maestro» Il saluto a Davide Mantovani

Parenti e amici all’ultimo  saluto dell’ex vicesindaco. Soffritti: «leale e chiaro». Marescotti: «Uomo e politico  dal linguaggio rispettoso». 

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C’erano i tantissimi amici coi quali aveva condiviso l’impegno culturale e la fede politica; tanti rappresentanti della precedente amministrazione comunale, conoscenti e persone: tutti nella chiesa di San Cristoforo ieri vicino alla moglie ed ai parenti di Davide Mantovani deceduto in questi giorni a 79 anni per una grave malattia. Tutti quelli che lo hanno conosciuto e che ammiravano in Mantovani, l’uomo generoso sia spiritualmente che umanamente. Come ha ricordato Antonella Guernieri direttrice del Museo del Risorgimento a cui Davide era particolarmente legato per i suoi studi e ricerche storiche: «Un amico ed un maestro, una persona che amava questa nostra città, studiata in profondità e sulla quale aveva scritto pagine di storia».

«È stato lui a creare le basi per l‘associazione Amici della biblioteca Ariostea – ha proseguito l’amico Leopoldo Santini – quando al ritorno da un viaggio a Londra ci stimolò a fondare questo sodalizio che prosegue da 27 anni con regolare statuto».

Ed è stato proprio su questa sua proposta che si è soffermata Paola Zanardi nella lettera che gli ha letto ringraziandolo per quanto ha fatto per Ferrara per la divulgazione del libro sul modello aglosassone e per il desiderio di lasciare molti dei suoi testi all’Ariostea. Mantovani fu vice sindaco durante un mandato di Roberto Soffritti che lo ha descritto prima come amico e poi come figura politica: «Fra noi non ci fu mai uno screzio, un contrasto; fu un collaboratore convinto, leale, chiaro ed esplicito». Così per Deanna Marescotti, prima collega a Migliarino come docente e poi a condividere la fede socialista di sinistra: «Di lui conserverò il ricordo di una persona sempre disponibile, attento alle esigenze degli altri e dal linguaggio rispettoso». «Ero andato a trovarlo di recente – ha concluso Alessandro Fabbri - e non abbiamo accennato nemmeno con una parola alla malattia, purtroppo era evidente che lo stava consumando. Perdiamo un grande storico, uno dei vecchi eruditi, dalla grande passione culturale». —

Margherita Goberti

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