«Forte integrazione Asl-S.Anna Potenziare i reparti di comunità»
Le risposte della candidata di centrodestra sulla sanità ferrarese «Solleverò con lo Stato il problema dei fondi per i nuovi farmaci»
L’intervista
La sanità è tema caldo di campagna elettorale. Abbiamo proposto alla Borgonzoni le domande già fatte a Bonaccini.
Al pronto soccorso di Cona le attese superano a volte le 24 ore. Come fare per ridurle a 6-7 ore massimo?
«A Ferrara sarà creato un punto di primo intervento distaccato dall’ospedale di Cona, più centrale rispetto alla città, per dare una risposta immediata a tutte quelle esigenze non gravi che i cittadini possono avere. Si tratta di una scelta importante che il sindaco Alan Fabbri ha anticipato durante la campagna elettorale. Una iniziativa utile ad alleggerire le attese, a tutela soprattutto delle persone più anziane e con disabilità, e che chiaramente non esclude il fatto che il pronto soccorso, a Cona, debba essere potenziato».
Fabbri ha proposto la fusione fra azienda ospedaliera e Asl. Quali i tempi?
«Bisogna puntare già oggi a una fortissima integrazione tra azienda ospedaliera e territorio, per portare i servizi in forma sempre più capillare, a beneficio di tutti i pazienti, a partire dai più anziani, che spesso hanno maggiori necessità di visite specialistiche».
Sarà possibile aumentare i posti letto a Ferrara?
«Mentre si vantava di una sanità fiore all’occhiello, il Pd ha tagliato posti letto, risorse e servizi e lo ha fatto molto spesso nei territori più isolati e già peggio serviti, nella logica del risparmio a tutti i costi. Il nostro obiettivo è quello di gestire in maniera più appropriata i ricoveri e di potenziare gli ospedali del territorio e i reparti di comunità, per dimettere i pazienti una volta guariti».
Cosa intende fare la Regione per reperire i medici in specializzazioni oggi carenti, come l’emergenza, l’ortopedia, l’anestesia e rianimazione?
«Nel nuovo patto per la salute le Regioni a guida Lega hanno puntato molto sulla possibilità di portare gli specializzandi nei reparti accreditati. La Lega è riuscita, per ora, a ottenere, dal terzo anno, gli specializzandi in reparto. Parliamo di medici laureati e abilitati alla professione, che possono essere un grande aiuto per i medici organici. Inoltre – sempre su input Lega – anche i medici in pensione potranno riprendere servizio fino ai 70 anni, naturalmente su base volontaria. Un ulteriore aiuto che serve come fase – ponte e che ci permetterà di superare un momento di forte carenza d’organico».
Nuovi farmaci: il rischio è che lo Stato dopo tre anni blocchi i fondi. Cosa può fare la Regione?
«Il governo, se fosse attento, si attiverebbe presso Aifa per ottenere una distribuzione più appropriata di questo tipo di farmaci, per venire incontro alle necessità di pazienti particolarmente gravi. In caso di elezione, in Conferenza Stato – Regioni questo sarà sicuramente un tema che solleverò, ponendo l’attenzione sulla necessità che i fondi siano erogati considerando l’efficacia del farmaco e con prescrizioni altrettanto appropriate, che possano soddisfare le necessità dei pazienti». —
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