La Lega parte favorita Incognita sul capoluogo
A Parma si gioca una delle partite più attese. La Lega parte favorita: 31,6% e primo partito alle Europee, consenso diffuso non solo in montagna ma anche nella Bassa. Lucia Borgonzoni si è fatta vedere poco, un paio di incontri chiusi; Matteo Salvini, naturalmente, moltissimo, la solita orgia di comizi e poi «aperitivi, merende, cene, cappuccini», ironizzano. A sostegno di Bonaccini si spende Federico Pizzarotti, al secondo mandato come sindaco di Parma, grillino pentito e polemico che ha mandato due suoi ex assessori nella lista «Bonaccini presidente».
E ha polemizzato a più riprese con Salvini: «Meno politica “de panza”, meno cibo e più concretezza. Quando eri ministro dell’Interno e ti abbiamo chiesto più forze dell’ordine, te ne sei fregato e hai detto di no».
Qui come altrove, però, l’impressione è che sarà decisiva non l’amministrazione della Regione, ma la voglia un po’ indistinta di «cambiamento».
Chi crede che Bonaccini ce la possa rifare cita però il caso di un Comune appenninico, Pellegrino Parmense, dove alle Europee la Lega ha preso due terzi dei voti e alle comunali, nello stesso giorno, ha vinto il centrosinistra. —
A. M.
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