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Più autonomia sanitaria per i distretti Potenziati i servizi delle medicine di gruppo

Alessandra Mura
Più autonomia sanitaria per i distretti Potenziati i servizi delle medicine di gruppo

L’Asl promossa dalla Commissione per l’accreditamento. Un modello integrato tra assistenza ospedaliera e territoriale 

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le novità

Ospedali distrettuali in stretto collegamento con tutte le strutture sociosanitarie territoriali, per garantire a ciascun distretto della provincia ferrarese una “autonomia sanitaria”. Ovvero: offrire tutte le funzioni di base a bassa complessità, mantenendo i servizi specialistici a Cona.

La verifica

Guarda a una sempre maggiore integrazione tra assistenza ospedaliera e territoriale il modello gestionale e organizzativo dell’Asl passato al vaglio della verifica di accreditamento della Commissione regionale. I tre giorni di indagini sul “governo” dell’azienda sanitaria, hanno spiegato ieri il direttore generale Claudio Vagnini, il direttore sanitario Nicoletta Natalini e il direttore amministrativo Stefano Carlini, hanno assicurato la promozione all’Asl, “rimandata” però in materia di sostegno amministrativo e logistico all’attività di ricerca.

Il modello dei tre ospedali distrettuali prevede la presenza a Cento, Lagosanto e Argenta delle discipline specialistiche di base: medicina, lungodegenza, chirurgia, pronto soccorso e ortopedia.

Ciascun distretto poi si distingue per specifiche “vocazioni”: così a Cento c’è il punto nascita, la cardiologia a valenza elettro fisiopatologica, e il trattamento delle patologie infiammatorie croniche intestinali; a Lagosanto, dove è stato chiuso il punto nascite, è attivo il centro di fisiopatologia della riproduzione umane e la Pma (procreazione medicalmente assistita), la cardiologia a valenza riabilitativa e l’urologia; ad Argenta sono presenti ortogeriatria, one day surgery polispecialistico e l’ospedale a misura di genere.

«Non è possibile avere tutti i servizi dappertutto - hanno sottolineato i dirigenti - Gli specialisti sono pochi e vanno concentrati nelle sedi più idonee per storicità disciplinare e caratteristiche del territorio. Non è un mistero che la popolazione del distretto Ovest è più giovane rispetto a Sud o a Est, così come è vero che in un territorio come il nostro con il 15% di ultrasettantacinquenni, ci sarebbe bisogno di specialità geriatriche a 360 gradi».

La vera innovazione, ha proseguito Vagnini, è la riorganizzazione del ruolo del direttore distrettuale, vero e proprio braccio operativo sul territorio, dotato di autonomia decisionale e con il compito di leggere i bisogni di ciascun ambito e definirne la committenza; da qui la creazione dei relativi team di riferimento, un nuovo organismo istituito per rafforzare il governo distrettuale e che include una figura prima assente, i dirigenti infermieristici e tecnici.

Tra i punti più importanti per l’esito positivo dell’accreditamento, l’istituzione di tre Centrali di Dismissione: «È stato messo l’accento sulla continuità assistenziale, con la presa in carico di tutte le dismissioni protette e difficili, senza distinzione di età o patologia».

Con la riorganizzazione dei dipartimenti territoriali è stata potenziata la sanità pubblica con l’inserimento di servizi importanti come l’ambulatorio vaccinale unico per adulti e bambini, la Medicina legale, il dipartimento di Salute Mentale (con un percorso innovativo di presa in carico degli esordi psicotici e stati mentali a rischio), il dipartimento di Cure Primarie, con il servizio di Assistenza Farmaceutica.

I protocolli

Eliminare le disomogeneità tra i territori è anche l’obiettivo degli accordi attuativi con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta.

Nel primo caso al centro c’è l’assistenza integrata a pazienti cronici sofferenti di diabete mellito, broncopneunopatia cronica ostruttiva e scompenso cardiaco cronico; nel secondo l’assistenza ai minori con patologie croniche per l’inserimento scolastico, l’educazione sanitaria nelle Case della Salute (oggetto a loro volta di interventi di valorizzazione), l’appropriatezza nella prescrizione degli antibiotici e la vaccinazione dei bimbi cronici.

Da ricordare infine l’integrazione con Unife che ha permesso l’attivazione del corso di laurea di specializzazione in medicina generale, arrivato al terzo anno con cento iscritti totali. Futuri camici bianchi che possono essere utilizzati anche prima del conseguimento del diploma, fino a un massimo di 500 pazienti presi in carico. —

Alessandra Mura

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