Imprese di cultura oltre quota diecimila Settore in crescita nel Ferrarese
Mercato difficile nel quale conta molto l’innovazione L’esempio dell’Apollo di Protti per stare al passo con i tempi
Ferrara e la sua provincia vantano una delle più elevate quote in Italia di imprese dei settori culturali.
«Questo primato - commenta Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio - si deve certamente a un’idea di cultura fatta di musei, gallerie, festival, beni culturali, letteratura, cinema, performing arts, ma anche all’impegno mostrato da una fascia sempre più ampia del tessuto produttivo locale nel rafforzamento dell’identità e della riconoscibilità dell’offerta di beni e servizi come fattore competitivo.
Sono questi gli elementi fondanti di quel capitale culturale in grado oggi di dare una riposta alle esigenze sempre nuove di una clientela che chiede maggiore personalità, storia e tradizione nei prodotti comprati e consumati.
«Per la provincia di Ferrara – fa sapere la Camera di commercio – si tratta di oltre diecimila imprese che dalla cultura traggono linfa creativa e competitività: design, architettura, turismo, enogastronomia e servizi, fino ad arrivare al manifatturiero, dove la cultura si fa impresa e l’impresa fa cultura. Guidate per quasi il 70% da uomini, ma sul cui business sempre più investono i giovani under 35 (l’11% del totale), contribuiscono non poco alla tenuta occupazionale, un fenomeno ancora più evidente nell’attuale crisi economica. Rispetto al 2009, l’occupazione ferrarese nel settore della cultura è infatti cresciuta, quando nel complesso dell’economia provinciale si è invece dimostrata in flessione».
Senza dimenticare un altro fattore di estrema importanza, ossia la valenza strategica dell’industria culturale espressa dalla sua forte intersettorialità e capacità di attivare altri importanti “segmenti” del sistema economico: per ogni euro prodotto dal settore, se ne producono infatti quasi altri due all’interno dell’intera filiera culturale (dal recupero del patrimonio storico-architettonico fino al turismo e al commercio di prodotti tipici), arrivando a coprire il 15% dell’intera economia provinciale, in termini di valore aggiunto, e il 18% dell’occupazione.
L’imprenditore
Erik Protti, imprenditore impegnato in nel settore cinematografico che gestisce ben tre multisale nel ferrarese del circuito Cinepark (Apollo a Ferrara, Cento e Comacchio) commenta le quotidiane fatiche di un settore che nonostante mille difficoltà riesce a tenere il passo. «Quando i titoli importanti e di rischiamo ci sono - commenta Protti, esponente di un famiglia che lavoro nella sale cinematografiche fin dal lontano 1904 - il pubblico corre al cinema e non c’è piattaforma che tenga e lo si è visto anche nel corso del 2019, con dato in crescita per un settore che tiene nonostante la concorrenza e il web. Proprio per questo anche noi ci stiamo aggiornando ed abbiamo creato Cinepark Tv, una piattaforma online che proietta interessanti cortometraggi ferraresi, con opere legate anche al territorio».
I dati ferraresi
Le imprese del settore cultura in provincia di Ferrara sono 10.023 per un valore aggiunto di 880 milioni di euro. Per ogni euro prodotto dalla cultura, se ne attivano 1,8 in altri settori, con il turismo come primo beneficiario dell’effetto moltiplicatore. Vanta un’occupazione più qualificata con il 43% degli addetti nel Sistema Produttivo Culturale e Creativo ferrarese che è laureato contro poco più del 20% del resto dell’economia. Le caratteristiche vincenti delle imprese culturali ferraresi sono più innovative (il 76% rispetto al 61% della media), più internazionalizzate (il 58% rispetto al 46% della media)e con più fatturato (il 59% rispetto al 51% della media). —
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