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«Malaguti di FdI è impresentabile» Se eletto verrà sospeso per diciotto mesi

La commissione Antimafia punta il dito sulla condanna per peculato Il candidato: un’ingiustizia e aspetto l’appello, continuerò a far politica  

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Il caso

Mauro Malaguti, capolista di Fratelli d’Italia a Ferrara e coordinatore provinciale del partito, è uno dei tre candidati alle prossime elezioni regionali ad essere stato giudicato “impresentabile” dalla commissione parlamentare Antimafia che si è riunita ieri per un’analisi delle liste. Gli altri due candidati ,che hanno ricevuto il cartellino rosso dall’istituzione parlamentare presieduta dal senatore Nicola Morra, sono Giuseppe Raffa (Forza Italia) e Domenico Tallini (Forza Italia) per la regione Calabria, chiamata al rinnovo delle cariche domenica come l’Emilia Romagna.

Il motivo

Il motivo della segnalazione di Malaguti da parte della commissione Antimafia deriva dal fatto che il candidato ferrarese del partito di Giorgia Meloni ha riportato una sentenza di condanna in primo grado ad un anno e sei mesi per peculato con rito abbreviato per via di alcune spese giudicate non conformi durante il suo mandato in consiglio regionale dal 2010 al 2014. In caso di una sua elezione dal voto del 26 gennaio, Malaguti verrà quindi sospeso per 18 mesi, così prevede la legge Severino, e poi può rientrare il consiglio regionale. Una sorta di limbo, per questa eventualità, in attesa anche del pronunciamento del processo d’appello che potrebbe annullare se favorevole a Malaguti la sospensione elettorale. Questo perché Malaguti è stato condannato in primo grado e non in maniera definitiva. Il presidente dellcommissione Antimafia Morra

L’avvocato

«Siamo consapevoli di questo provvedimento di sospensione nel caso di sua elezione in consiglio regionale - dichiara l’avvocato di Malaguti, il senatore Alberto Balboni di Fratelli d’Italia - ma confidiamo nel processo di appello che si svolgerà a primavera. A Malaguti sono stati contestati solo due capi di imputazione e riguardano spese per una cena fatta a Cento nel 2011 con alcuni consiglieri nell’ambito di una serata dove si trattavano i temi della Cispadana e un rimborso spese per il chilometraggio per un viaggio fatto a Milano, per un cifra complessiva di circa 1.000 euro. Se Stefano Bonaccini a suo tempo ha ottenuto l’archiviazione per l’esiguità dell’importo, e a lui sempre nel 2014 gli si contestavano circa 4.000 euro per spese di ristorazione, che alla fine gli sono state riconosciute legittime, a maggior ragione siamo convinti che arriverà l’assoluzione piena anche per Malaguti, che continueremo a sostenere con forza anche in queste ultime ore di campagna elettorale».

La notizia della segnalazione della commissione parlamentare antimafia ha fatto scattare la reazione di Mauro Malaguti, il candidato ha osservato come questa giudizio.

Il candidato

«Sulla mia pelle - dichiara amareggiato Mauro Malaguti quando gli è stata comunicata la decisione della commissione - devo dire che in questo Paese “La legge non è uguale per tutti” per la nota vicenda sui rimborsi lo stesso Pubblico Ministero e Giudice che mi hanno condannato per poco più di 900 euro hanno disposto il non rinvio a giudizio, per esiguità della somma, per 4.000 euro di Bonaccini. Quando sono stato eletto in Regione c’era già un regolamento per i rimborsi a cui io mi sono scrupolosamente attenuto, anticipavo di tasca mia, presentavo le pezze d’appoggio e poi con il controllo dei revisori dei conti e l’approvazione annuale della Corte dei conti mi venivano rimborsate le spese. Non lascerò la politica, spero in appello sia fatta finalmente giustizia ma proprio le sentenze con esiti diversi a seconda dell’appartenenza politica sono uno dei problemi da risolvere in questo paese».

Il presidente della commissione antimafia Morra ha detto che «se FdI candida uno che non può essere eletto per la legge Severino, dovrebbe essere a priori esclusa in qualunque contesto elettorale perché pacta sunt servanda, se accetti la legge dello stato la devi rispettare».

Matteo Salvini ha invece commentato il caso Malaguti: decideranno gli elettori la validità dei candidati. —

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