Pd e M5s all’attacco: non doveva candidarsi
Pd e M5s cavalcano il monito della commissione antimafia contro Malaguti.
«La vicenda di Mauro Malaguti, impresentabile di Fratelli d’Italia a Ferrara, è vergognosa. La sua condanna per peculato doveva necessariamente essere determinante per la sua non candidatura. E invece ce lo ritroviamo addirittura come capolista».
È quanto dichiarano Simone Benini, candidato del MoVimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Emilia-Romagna e gli altri candidati del MoVimento 5 Stelle nella provincia di Ferrara, Claudio Fochi, Barbara Virgili, Donatella Pasqualini e Gian Luca Beccari.
«Il MoVimento 5 Stelle da tempo chiede ai propri candidati, a tutti i livelli, di fornire il proprio casellario penale in modo da evitare a monte candidature che vadano contro la legge – aggiungono gli esponenti M5S – Evidentemente solo noi continuiamo a fare la differenza e a pensare che chi si candida a rappresentare lo Stato deve necessariamente rispettare i principi di onestà, trasparenza ed essere soprattutto incensurato».
«Da mesi dicono di voler liberare l'Emilia-Romagna dal buongoverno e poi nella lista di Fratelli d'Italia a Ferrara candidano una persona ritenuta incandidabile dall'antimafia. Se questo è il cambiamento sicuramente è meglio tenersi il buongoverno».
Lo sostiene il segretario regionale del Pd in Emilia-Romagna Paolo Calvano, a proposito della candidatura di Mauro Malaguti, che, come annunciato dalla commissione antimafia, non è eleggibile per gli effetti della legge Serverino . —
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