Revoche, Pagnoni contrattacca «Non ho firmato quel verbale»
Nel documento a mano si legge che la decisione è stata unanime Il sindaco di Copparo smentisce, il presidente dell’Unione conferma
La polemica
Passa al contrattacco il sindaco di Copparo Fabrizio Pagnoni, negando di aver mai sottoscritto la decisione, durante la riunione dell’Unione Terre e Fiumi del 13 gennaio, di revocare l’assegnazione dei tre dipendenti al Comune di Jolanda. Revoca che secondo Pezzolato sarebbe conseguenza della candidatura del vice sindaco Trombin con Lucia Borgonzoni, mentre secondo i sindaci di Riva del Po Andrea Zamboni e di Comacchio Marco Fabbri sarebbe frutto di una decisione unanime presa all’interno dell’Unione. Tesi rilanciata anche dal segretario regionale del Pd Paolo Calvano. Pagnoni, che è anche assessore al Personale dell’Unione, attacca dicendo che il verbale non è ancora disponibile perché non è stata completata la trascrizione, e di non aver mai firmato nulla. La “Nuova” ha preso in visione quel verbale, che è sì ancora scritto a penna, ma in cui si legge comunque che tutti e tre i sindaci (Copparo, Riva del Po e Tresignana) sono d’accordo a revocare il “prestito” a Jolanda di Melissa Pezzolato, che ricordiamo essere la sorella del sindaco, assegnata a partire dal 1 febbraio a un nuovo servizio all’interno dell’Unione Terre e Fiumi. Tutto previsto, ribadisce ancora il sindaco Zamboni replicando alle obiezioni di Pagnoni: «È stato già spiegato che la revoca era un provvedimento già previsto e adottato all’unanimità».
Pagnoni invece insiste, ricordando che la dipendente dell’Unione era stata assegnata il 6 dicembre a Jolanda per svolgere attività extralavorativa e in quanto tale la sua permanenza nell’amministrazione di Jolanda non avrebbe potuto creare disservizi agli enti al contrario di quanto sostenuto dall’Unione. Secondo Pagnoni dunque la revoca è stata «una forzatura nei tempi (strano che a dicembre si conceda e a gennaio si revochi) e nei modi», alla luce proprio del nuovo servizio assegnato alla dipendente dal 1 febbraio per 48 ore settimanali. «Il tutto - attacca Pagnoni - senza che sia stato deliberato nulla da parte della Giunta e in totale spregio alle regole delle trattative sindacali» ancora in corso. Sindacati da cui ora Pagnoni si aspetta un intervento. —
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