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Un Capitano moderato contro “Bella Ciao” Bibbiano, in scena la sfida delle due piazze

Fabio Martini
Un Capitano moderato contro “Bella Ciao” Bibbiano, in scena la sfida delle due piazze

Nel paese dell’inchiesta sugli affidi irregolari di minori, affollato raduno delle Sardine in risposta all’iniziativa del Carroccio

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BIBBIANO. Alle sette della sera, nel freddo crepuscolo della piazza di Bibbiano, va in scena una delle sequenze più originali mai viste sulla scena pubblica italiana negli ultimi anni. Matteo Salvini, che ha convocato una manifestazione contro il Pd, presunto colpevole degli “orrori” sui bambini, sale sul palco con la faccia serissima e spiazza tutti. Parla lentamente, senza urlare: «Non è una serata di partito, i protagonisti saranno solo mamme, papà e bambini…Bibbiano va ricordata per la bellezza della gente che ci abita e che non merita di essere mischiata ad altri ragionamenti…la politica non dovrebbe dividersi.. I figli sono della mamma e del papà, non dello Stato o di una burocrazia».

Un discorso “apolitico”, attentissimo a non dire esplicitamente quel che è scritto su un cartello ben issato in piazza: «Comunisti ladri di bambini». Trecento passi più in là, nei giardini pubblici del paese, le Sardine stanno per lanciare il loro controcanto, il loro flash mob, «una grande festa della musica, perché i cittadini di Bibbiano e la loro presunta “terra degli orrori” possano iniziare una nuova storia», come dice Mattia Sartori. Finalmente la piazza delle Sardine scatta volutamente, un’ora dopo quella leghista. I ragazzi erano terrorizzati di rovinare tutto, di sporcare la propria immagine di forza gentile, cascando in qualche incidente: uno spintone, una parolaccia di troppo «rovinerebbero tutto», confida uno dei loro capi. Ma alla fine tutto è filato liscio.

Dunque, una volta ancora due piazze in concorrenza: con Salvini ci sono settecento persone, una piazza mezza piena; nel parco pubblico con le Sardine grosso modo c’è lo stesso numero di persone. Ma per una volta non sono soltanto i numeri a contare, perché l’attesa era su quanto Salvini avrebbe “caricato” e cavalcato una vicenda opaca, ma quasi insignificante dal punto di vista politico-partitico. Storia davvero triste, quella dei bambini allontanati dalle proprie case per sfuggire a presunte violenze subite in casa, circoscritta a pochi casi (in media con altre zone del Paese), una vicenda psichiatrico-giudiziaria nella quale la politica – oramai è certo – c’entra poco o nulla.

E alla fine la notizia è capovolta rispetto alle attese: proprio in zona Cesarini, Salvini ha provato a frenare. Dopo aver cavalcato per mesi questa storia e dopo che Lucia Borgonzoni aveva esposto in Senato la maglietta “Parliamo di Bibbiano”, con P e D maiuscole, alludendo al Pd, il Capo della Lega ha capito che ad un passo dalla vittoria in Emilia, non gli conveniva strafare.

Una sorpresa che si spiega con due retroscena interessanti. Il primo. Tutti i test delle ultime ore dicono che l’exploit salviniano del citofono ha galvanizzato gli ultras, ma non è piaciuta ai moderati, a diversi elettori “pencolanti”, per via di quel senso di invadenza che l’incursione in casa ha prodotto. E poiché gli ultimi sondaggi, che però risalgono a 48 ore fa, sono diventati più incoraggianti per Lucia Borgonzoni, il capo della Lega ha preferito limitarsi, lasciare il campo alle famiglie offese.

Certo, resta tutta l’originalità di questo doppio evento a Bibbiano, appartato comune della pianura reggiana che per qualche ora è diventato l’ombelico della politica italiana. Difficile immaginare, per chi non lo conosce, un luogo più diverso da come può raffigurarselo chi ne ha sentito solo parlare: il paese degli orrori è una cittadina di diecimila abitanti, rarefatti su un territorio estesissimo, dove vivono imprenditori del parmigiano e della meccanica di altissima qualità: signori, signori e ragazzi mediamente benestanti, molti dei quali abitano in deliziose casette mono-familiari e altri in palazzine a due piani senza grate antifurto al pianterreno.

Alla fine un non-evento. La Lega, per la verità, ci aveva puntato molto. Era stata scelta la piazza principale di Bibbiano, un piazzone capace di contenere oltre un migliaio di persone. I gruppi parlamentari erano stati mobilitati al competo e militanti leghisti sono arrivati anche da altre regioni del Nord. Insomma un investimento. Quando Salvini è salito sul palco la piazza non era piena. Dopo il discorso “moderato”, il capo della Lega ha lasciato la parola a Valeria Bigi, una mamma che ha raccontato una storia famigliare davvero toccante: «Nel 2013 il mio compagno è stato assassinato tragicamente…». E da quel momento è iniziato il racconto di una odissea, che ha coinvolto la figlia, oggi quattordicenne. Una storia che ha commosso diversi dei presenti, una storia privata, intima, delicata che il capo della Lega ha voluto fosse descritta in piazza.

Nel frattempo, a trecento metri di distanza era iniziata la festa delle Sardine, nel segno della contestazione di Salvini anche nella versione buonista. Pochi discorsi e molta musica: Bella ciao cantata e ricantata nella fredda notte della pianura reggiana. —

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