Due case di riposo nel mirino sindacale
Dopo aver appreso che da parte delle Case di riposo Caterina e Paradiso era stata presa la decisione di applicare d’ora in poi un nuovo contratto collettivo nazionale, i sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil sono insorti. Secondo i rappresentanti sindacali, l’accordo sottoscritto nel 2017 da Ciu, Snalv, Confsal, e Confelp «abbassa diritti e tutele dei lavoratori in quanto prevede un mancato pagamento dei primi tre giorni di malattia, il dimezzamento dei permessi a recupero, un periodo di comporto per la malattia (ovvero il periodo di malattia complessivo prima di poter essere licenziati) che da 365 giorni passa a 120, l’inserimento dell’infortunio nel comporto». Sono state indette due assemblee il 29 e 30 gennaio durante le quali si informeranno i lavoratori sugli effetti che queste scelte porteranno.
Dai gestori delle due strutture, che su 286 posti complessivi ne hanno 197 convenzionati, arriva un’immediata replica: «Siamo giunti alla determinazione di applicare il contratto Anaste dopo oltre due anni di consultazioni con sindacati ed enti pubblici preposti al rilascio e al mantenimento dell’accreditamento». In questi documenti, sottolineano i gestori, tra le condizioni era indicata anche l’effettiva applicazione «dello specifico servizio del rinnovato contratto Anaste. Evidentemente gli enti preposti all’accreditamento si sono espressi e noi ci siamo semplicemente adeguati», comunicando la decisione ai sindacati il 9 ottobre, e informando i lavoratori il 14 e 15 ottobre. Nel merito, «il nuovo contratto prevede aumenti retributivi, l’introduzione della cassa sanitaria, maggior tutela per le malattie “lunghe” per patologie gravi: nessun lavoratore affetto da patologie oncologiche, ad esempio, potrà più essere licenziato, per superamento del periodo massimo di conservazione del posto di lavoro a causa di assenze per malattia». –
Margherita Goberti
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