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Ferrara e Cento chiedono verità e giustizia per Regeni

Ferrara e Cento chiedono verità e giustizia per Regeni

Nelle piazze delle due città nell'anniversario della scomparsa, l’accensione delle fiaccole e un minuto di silenzio. Mobilitazione per ricordare il giovane ricercatore ucciso in Egitto

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FERRARA. Anche a Ferrara e a Cento, come in tante altre piazze italiane, è stata ieri celebrata la Giornata di mobilitazione internazionale per la pace e, per il quarto anno consecutivo, si sono chieste “Verità e giustizia per Giulio Regeni”.

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A Ferrara a comparire per primi sono stati i cartelli e gli striscioni della Rete per la pace di Ferrara che ha organizzato un flash mob al grido di «spegniamo la guerra, accendiamo la Pace» ; ma ben presto, considerato il filo rosso che univa le due ricorrenze, fra le bandiere della Pace, i cartelli e gli striscioni “no F35” , “libri non bombe” , “l’Italia ripudia la guerra” , sono comparsi anche il banchetto di Amnesty International e i cartelli gialli per chiedere “verità e giustizia per Giulio Regeni” . In piazza è stato ricordato l’articolo 11 della Costituzione secondo cui “la guerra è un male assoluto e va ripudiata” e si è lasciato spazio agli interventi liberi: “come si lotta per la pace? Per esempio avendo biblioteche belle, capaci di generare quella cultura che fa crescere il dialogo, alla base dell’incontro con l’altro” si diceva, calando il tema direttamente sul locale. Poi alle 19. 41, ora dell’ultimo sms inviato dal cellulare di Regeni prima che si perdessero le sue tracce, si sono accese le torce in piazza e c’è stato un minuto di silenzio, per ricordare «un ricercatore scomodo sulla cui scomparsa e uccisione si continua a chiedere giustizia».

A Cento una cinquantina di persone si è ritrovata in piazza Guercino, nonostante la pioggia, per partecipare alla fiaccolata che è stata organizzata dalla sezione centese di Amnesty per Giulio Regeni. Alla luce delle candele sono stati letti due messaggi, quindi un minuto di silenzio per ricordare il ricercatore ucciso in Egitto e al termine la lettura della lettera di ringraziamento inviata dai genitori di Regeni ad Amnesty. —

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