La Nuova Ferrara

Ferrara

il caso  

Legna e pellet “fuorilegge” la protesta dei venditori «A rischio i nostri incassi»

Marcello Pulidori

I titolari dell’azienda Vacchi  chiedono l’apertura  di un tavolo istituzionale  Ancora due sforamenti della soglia di polveri sottili

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Gli ultimi sforamenti relativi alle Pm10, il parametro che indica le particelle che costituiscono la parte inquinata dell’aria, fanno sentire i loro effetti anche sul commercio. In particolare ne sono coinvolti i venditori di stufe a legna o a pellet, di caminetti e altre apparecchiature che sfruttano la combustione di biomasse (esempio il legno) per produrre calore.

l’azienda

È il caso di una delle ditte più conosciute del settore, l’azienda Vacchi di Ferrara. Domenico Vacchi e la figlia Alessandra sono i titolari dell’impresa di famiglia e parlano già di mancati guadagni a causa di regolamenti emessi dalla Regione e recepiti dal Comune che vietano la vendita di qualsiasi prodotto che non abbia almeno le 4 stelle di certificazione ambientale. Per Alessandra Vacchi si tratta di un problema di non poco conto: «Siamo tutti d’accordo – spiega la titolare – circa la necessità di combattere l’inquinamento e attenersi alle normative conseguenti. Ma credo sia giunto anche il momento di istituire un tavolo di confronto tra i commercianti e le istituzioni. Non soltanto a causa del calo di vendite, che comunque ha una sua rilevanza – spiega ancora la titolare – in quanto ci penalizza di circa il 20% rispetto agli incassi previsti; ma riguardo alla intera materia in cui talora manca chiarezza. Ad esempio, quali sono le basi scientifiche prese come riferimento a livello di istituzioni? Un confronto – conclude la titolare dell’azienda Vacchi – è necessario».

gli sforamenti

Intanto, dopo gli sforamenti registrati da Arpae il 22 gennaio ed il 23 gennaio, e con un dato ancora simile relativo a ieri (che costituisce il 14º sforamento dall’inizio dell’anno; Modena ne ha fatti registrare 17, mentre Piacenza e Rimini si sono fermati a 16), le centraline di Arpae Emilia–Romagna continuano a monitorare la situazione. Si ricorda che il limite di Pm10 consentito è compreso nel valore 0-50. —





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