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Precarie e poco tutelate Lavoro in salita per le donne

Morena Cavallini
Precarie e poco tutelate Lavoro in salita per le donne

Appello alle istituzioni: servono maggiori politiche di tutela e sostegno Le relatrici: «Dover scegliere tra gravidanza e impiego è un dato di inciviltà»

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Delle donne non si sa niente. Di tutto quello che ribolle al di sotto dell’iceberg delle terribili cronache quotidiane di violenze e femminicidi non si parla; o troppo poco. In realtà, l’impoverimento di ampi settori della società, la diffusa precarizzazione e difficile ricerca o perdita del lavoro, legata anche alla crisi di questi anni, hanno un volto innanzitutto femminile. C’è un generale appesantimento della loro condizione di vita che ha bisogno di essere raccontato e condiviso, affinché le istituzioni prendano maggiore coscienza sviluppando politiche di affiancamento e sostegno.

Il progetto

È questo l’intento del convegno “Donne oggi. Il lavoro, la famiglia, le aspirazioni”, promosso dalla Provincia in collaborazione con il Comitato Donne Oggi e la Consigliera di parità, legato a un progetto più ampio, di respiro culturale oltre che politico – istituzionale. Si parte infatti con una mostra in Castello dal titolo “Espressioni al femminile”, organizzata dal Gruppo pittori pittrici polesani, Club Amici dell’arte di Ferrara, Università popolare di Polesella, Gruppo di mutuo aiuto di Ferrara, Centro sociale culturale di Vigarano, alla quale aderiscono 60 artisti e artiste locali. Ma sono previste inoltre diverse conferenze – ha puntualizzato la presidente della Provincia Barbara Paron – tese a porre il tema della condizione femminile al centro dell’attenzione, focalizzando in particolare sul lavoro e la violenza di genere, come questioni che attengono anche e soprattutto alla cultura diffusa nella società odierna.

Non è un quadro felice quello che emerge dall’osservatorio di Rosa Rubino, dell’Ispettorato territoriale del lavoro, che descrive una realtà di precarietà e diffusione del lavoro nero, di mancanza di strumenti di sostegno o anche di semplice conoscenza dei propri diritti di lavoratrici. Ne sono vittime molte giovani e adulte che, nella ricerca di una attività professionale, si trovano spesso isolate, vivendo le istituzioni come lontane dai loro problemi, e quindi con sfiducia.

Eppure il lavoro è uno strumento primario di riscatto per la donna, pur tra le mille difficoltà. Il tasso di occupazione femminile a Ferrara è (dati Cciaa) pari al 59,5% contro il 66, 8% di quello maschile. Ma le percentuali non descrivono a sufficienza il carattere di debolezza che accompagna la vita professionale di tante donne, alle quali basta una gravidanza per vedersi saltare il posto. «Pensare che una donna debba scegliere tra maternità e occupazione è un dato di inciviltà», ha asserito la consigliera di parità Donatella Orioli, che si è soffermata anche sullo stato di isolamento e ostilità, più o meno sottile, che caratterizzano l’ambiente professionale in cui molte donne si trovano a operare.

Una realtà che sollecita un ruolo preciso delle istituzioni e delle Associazioni di rappresentanza, evidenziando anche il grande bisogno – sottolineato da Gisella Ferri, presidente del Comitato Imprenditoria femminile della Cciaa – di una rete sociale che possa restituire fiducia e consapevolezza di sé. «La violenza contro le donne – ha detto Maria Cristina Felisatti, responsabile del Comitato Donne Oggi – si combatte non solo con le leggi e le campagne di sensibilizzazione, ma anche garantendo risposte concrete alle donne». —

Morena Cavallini

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