Gesù si può solo seguire
Abbiamo ascoltato, le scorse domeniche, brani di Vangelo inerenti al Battesimo di Gesù. Ebbene, dopo questo evento, Gesù entra nel vivo della sua missione, del suo stare tra gli uomini.
Lo fa in una maniera che è, insieme, semplice e grandiosa. Non alla maniera dell’Antico Testamento, con tuoni e lampi; non alla maniera della sapienza greca, con insegnamenti eruditi e discorsi eloquenti. Lo fa alla maniera del Vangelo, andando lì, dove la gente si trova, chiamando le persone a stare con Lui, a condividere la sua stessa vita.
L’invito
E così, mentre cammina lungo il lago di Galilea, vede due coppie di fratelli, e, semplicemente li invita a seguirlo, cosa che loro fanno subito, senza tentennamenti.
Ma come è potuta accadere una cosa così? Come, in un attimo, senza alcun preavviso, hanno potuto lasciare tutto, e mettersi dietro a Lui?
Ebbene, in queste poche righe, ci sono tutti i tratti di una vita cristiana, di una vita da discepoli, che si possono riassumere in una sola parola: la vita cristiana è una sequela, e Gesù si può solo seguire.
L’attegGiamento
Seguire è l’atteggiamento di chi ama, di chi accoglie nella propria vita la presenza di un Altro, e, d’ora in poi, questa presenza diventa il senso di tutto, l’orizzonte verso cui continuamente tendere il cuore.
Se la vita del discepolo è sequela, va da sé che non può essere se non un cammino: non si tratta di imparare delle nozioni, di studiare su dei libri. Si tratta, piuttosto, di imparare una nuova sapienza di vita che si può apprendere solo vivendola, dentro una relazione concreta e reale, stando con qualcuno, condividendo la sua vita in un quotidiano gomito a gomito.
Non è come quando si va a scuola, e poi, finite le lezioni, si torna a casa propria e la vita continua su altri binari. No, tutta la vita è sequela, e tutto è occasione per vivere la bellezza e la novità del Vangelo.
Per far questo, sottolinea il brano di oggi, è necessario lasciare tutto; perché tutto ciò che si ha e che si è improvvisamente appare vecchio, appartenente ad un mondo passato, e va lasciato per far posto al nuovo, alla vita dello Spirito che Gesù dona a chi lo segue. Questa è la conversione, a cui Gesù invita: non si tratta di fare cose particolari, ma di lasciarsi trasformare il cuore, di cambiare la mentalità e lo sguardo sulla vita.
Allora, quando tutto questo accade, si diventa “pescatori di uomini”. Cosa significa? Significa che la sequela è sempre una missione, per cui questo cammino dietro Gesù diventa inevitabilmente cammino verso l’altro, verso i fratelli. Non per convincerli, né per costringerli, ma per contagiarli con la bellezza che si è ricevuta in dono. —
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