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Grido dolore del calcio granata «Nessun aiuto per l’Argentana»

Davide Bonesi
Grido dolore del calcio granata «Nessun aiuto per l’Argentana»

Ai disagi legati alla chiusura dello stadio si aggiunge il disinteresse dal territorio Il presidente: zero euro dalle aziende locali e aspettiamo ancora l’aiuto del sindaco

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Intanto oggi ospiterà la Ribelle a Santa Maria Codifiume, mentre nel precedente turno casalingo (a dire il vero l’unico del ritorno) era stato utilizzato l’impianto di via Napoli. La cosa certa è che per l’Argentana l’ambizioso progetto di riqualificazione dello stadio “Mongardi” è ancora lontano dall’essere realizzato e per la società calcistica Argentana l’esilio è destinato a prolungarsi nel tempo, con i disagi che ne conseguono. «Premetto che non voglio fare polemica - dice il presidente Eugenio Bruschi -, però penso che in provincia il nostro non sia l’unico stadio non a norma, ma è l’unico chiuso e ormai da due stagioni. E i danni non sono “solo” quelli logistici, sono anche economici, perché il calo di pubblico è evidente dal “Mongardi” a via Napoli e ora a Codifiume. E gli amministratori lo sanno bene».

«Ho visto il progetto che alla fine porterà a far nascere una cittadella dello sport ad Argenta - prosegue Bruschi -; è bello ma penso che si potevano fare subito i lavori utili per permetterci di tornare a giocare allo stadio, rimandando gli interventi più impegnativi e costosi a quando il campionato sarà fermo. In fondo la nuova piazza è costata molto di più e non mi pare che abbia risolto i problemi, viste le critiche che continuano ad arrivare...».

nessun aiuto

Ma il vero dato allarmante per l’Argentana è un altro: l’assenza di aiuto dal territorio. E dire che l’Argentana è stata per anni la seconda squadra di calcio più importante della provincia, l’unica realtà dilettantistica che ha militato con continuità in serie D e l’unica mai scesa sotto la Promozione. Eppure, il futuro al di là dei problemi logistici è a dir poco nero e la ragione è economica: «Purtroppo le sponsorizzazioni argentane portano nelle nostre casse 0 euro. L’unico contributo è quello di Soelia deliberato pochi giorni fa per il vivaio, fra l’altro ridotto rispetto al passato e di un solo anno rispetto ai tre abituali. Credo che la spiegazione di questo sia solo economica, ma resta un distacco verso il calcio che non capisco. Per le realtà argentane di basket e volley questo non accade e se è vero che la crisi si sente, è altrettanto vero che mai ad Argenta c’è stato un distacco tale».

E dopo 18 anni dal suo ritorno all’impegno sportivo potrebbe lasciare il calcio lo storico dirigente (e figlio d’arte) Gian Pietro Mazzanti, pilastro fondamentale per il club granata: «Proprio io e Gian Pietro - chiude Bruschi -, da mesi abbiamo sollecitato il sindaco di Argenta (Andrea Baldini; ndr), anche nella precedente legislatura (Antonio Fiorentini; ndr) non per contributi, bensì solo per avere degli appuntamenti con le maggiori aziende del territorio. Il tempo passa ma a parte promesse di incontri ancora non abbiamo ricevuto risposte concrete. Se ci mettiamo il caso stadio capite la nostra stanchezza». —



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