Gualdo, cavalcavia sulla superstrada: nuovi problemi per il cantiere
Slitta la fine della prima fase che riguarda il restauro dei sette pilastri del lato sud. Rimane impercorribile la rampa d’ingresso con direzione mare
GUALDO. Spunta un nuovo intoppo per il cantiere del restauro del cavalcavia sulla superstrada Ferrara-mare, all’altezza dello svincolo di Gualdo.
Nei giorni scorsi la Provincia, che si occupa dei lavori in quanto il ponte fa parte della strada provinciale 29, ha richiesto all’Anas, l’ente che gestisce il raccordo autostradale, una proroga per il termine della prima fase dell’esecuzione dell’opera, che a questo punto slitta di un mese. La nuova data limite è il 29 febbraio.
La proroga. «È una nuova scadenza prudenziale – dice l’ingegner Lorenzo Pavarin, responsabile del settore segnaletica e sicurezza stradale della Provincia –. Lo slittamento si deve essenzialmente alle condizioni ambientali sfavorevoli che hanno prolungato i tempi di maturazione delle malte e di conseguenza i tempi di esecuzione».
Ne risulta una proroga dell’ordinanza Anas con cui restano chiuse al traffico la corsia di accelerazione e la rampa di ingresso allo svincolo di Gualdo, con direzione Porto Garibaldi. Sul cavalcavia c’è il divieto di transito per i mezzi pesanti con portata superiore alle 3,5 tonnellate, «ma siamo riusciti a scongiurare la chiusura obbligatoria per tutti i veicoli per l’intera durata dei lavori», ricorda Pavarin.
Opera tribolata. Il cantiere è stato piuttosto sofferto. Prima molti mesi di ritardo, dopo l’autorizzazione dell’Anas del settembre 2018, dato che è stato necessario assegnare l’incarico alla ditta seconda classificata nella gara d’appalto viste le inadempienze della prima.
L’inizio effettivo c’è stato solamente alla fine dello scorso mese di ottobre, per un importo complessivo stanziato di 320mila euro e una durata prevista di 150 giorni. Come detto, finora ci si è occupati di una fase preliminare che riguarda il restauro dei sette pilastri sul lato sud del cavalcavia. In seguito si passerà all’impalcato vero e proprio, anch’esso “ammaccato”, con la conclusione che quasi certamente slitterà rispetto alla primavera 2020 che era stata fissata inizialmente. —
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