Meteo e malattie Annata nera per i cereali Giù le quotazioni
Claudio Mesini, presidente della Sezione Cerealicola di Confagricoltura Ferrara, riassume l’andamento della stagione 2019 per la produzione cerealicola.
«Le condizioni climatiche decisamente anomale della primavera, hanno fortemente condizionato la produzione cerealicola in tutta l’Emilia Romagna, con conseguenze pesanti anche nella nostra provincia. A fronte di un aumento delle superfici del 4%, il frumento duro ha registrato un calo produttivo vicino al 15% e il tenero del 25%; in netta controtendenza si è attestato l’orzo, cresciuto del 10-15%. Allettamento e malattie fungine hanno colpito in particolare il grano duro, comportando deprezzamenti in relazione alle classi merceologiche di riferimento. Parentesi nefasta, poi, per il grano biologico, con una perdita di Plvfino al 90%. La resa del frumento duro si è fermata mediamente a 50-55 quintali a ettaro, contro i 70 del 2018; per il tenero la resa è scesa da 75-80 a 60-70 q/ha. Il mais che non ha sofferto l’eccesso idrico della primavera, ha prodotto mediamente 110/120 quintali/ha in coltura irrigua, produzione dimezzata invece dove non si è provveduto a irrigare. Altra nota dolente riguarda le quotazioni: il frumento tenero ha aperto la campagna di commercializzazione con un valore di 30 €/ton inferiore alla campagna precedente, mantenendo poi un andamento piatto con prezzi da 190 a 215 €/ton secondo le varie classi merceologiche. L’orzo si è mantenuto sui 160-170 €/ton, scontando un calo di 50€/ton rispetto alla campagna precedente; il frumento duro ha aperto con una quotazione media di 220 €/ton, con incrementi in ottobre/novembre che hanno portato la quotazione a 255-260 €/ton, mentre il mais ha avuto un andamento fortemente negativo, portando le già basse quotazioni di apertura di 180 €/ton a 170€/ton».
Mesini analizza le previsioni per la campagna 2020. «Le semine del frumento duro e tenero sono state condizionate dalle avverse condizioni meteo di fine ottobre-novembre, con una superficie ancora da seminare del 12%. Un parziale recupero si è avuto grazie a un gennaio che ha consentito di seminare frumento duro e varietà alternative di tenero e, quasi sicuramente, rimarranno invariate le superfici delle campagne precedenti. Sul fronte dei prezzi, per il grano tenero sono attese poche novità, stante le abbondanti produzioni degli ultimi cinque anni e la consistenza degli stoccaggi. Il duro, essendo un cereale che rappresenta appena il 5% della produzione mondiale di frumento, potrebbe subire maggiori oscillazioni perché il mercato segue un andamento autonomo, legato ad una propria domanda e offerta mondiale». —
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