Bonaccini ha sfondato nel cuore della Regione
Sulla cartina di questo ipotetico Risiko che è la regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini non poteva che partire contando sull’appoggio della provincia da cui proviene: Modena. Poi, essendo il presidente regionale uscente, ha avuto il conforto e l’appoggio di Bologna (59,6% delle preferenze). Scatta così lo scenario geopolitico che ha portato il centro sinistra a mantenere la maggioranza in regione.
Cinque province sono rosse e rappresentano geograficamente il cuore dell’Emilia Romagna: anche Reggio Emilia e la Romagna (Ravenna e Forlì Cesena) sono finite nel carniere del presidente rieletto. Accerchiano, idealmente, le zone periferiche del territorio. La provincia di Ferrara, tutta schierata per la Borgonzoni, è circondata dal colore rosso.
Ai margini quella di Rimini, che molto spesso peraltro interagisce con le Marche. La maggioranza ha puntato sulla Lega anche risalendo verso Nord, dove l’influenza di Salvini è notoriamente più marcata. Così anche le province di Parma (in questo caso la differenza è comunque minima) e Piacenza, sensibili al vento della Lombardia, hanno fatto emergere una scelta verso il centrodestra. —
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