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IL PROCESSO

Igor il russo in aula per due tentati omicidi: sorride e fa il segno di vittoria

Igor il russo in tribunale in Spagna dentro una "gabbia" costruita apposta per lui
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Igor il russo in tribunale in Spagna dentro una "gabbia" costruita apposta per lui

Norbert Feher alias Igor Vaclavic giudicato in Spagna: chiesti 23 anni di carcere. Lo attendono altri procedimenti: a Ferrara per le rapine violente, per triplice omicidio di un allevatore e due poliziotti iberici e l'appello per l'uccisione di Verri e Fabbri

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FERRARA. Arriva in tribunale a Teruel, in Spagna, sorridendo, sprezzante, e, nonostante sia in manette e la scorta gli impedisca contatti con chiunque, da lontano, prima nel corridoio e poi in aula, ai giornalisti che lo riprendono fa il segno V di vittoria.

Non gli servirà, perché Norbert Feher alias Igor Vaclavic, ancora raccontato in Spagna come Igor il Russo, stamattina, dopo 3 ore di udienza, ha incassato l’ennesima richiesta di condanna, l'accusa ha chiesto 23 anni di carcere: una doppia condanna per i due tentati omicidi commessi il 5 dicembre 2017, 10 giorni prima del suo arresto e dopo aver ucciso altre tre persone, un agricoltore e due poliziotti della Guardia civil.

Il processo si è svolto stamattina, martedì 28 gennaio, davanti al tribunale di Teruel, con altissime misure di sicurezza per la presenza di Igor e il trasferimento all’interno di palazzo di giustizia dal carcere di massima sicurezza di Zuera. Igor era accusato della sparatoria a Albalate, una località in aperta campagna a Teruel, regione dell’Aragona in cui aveva sparato contro i due agricoltori Manuel Marcuello e Manuel Andreu.

Igor è stato collocato dentro una cabina blindata, costruita per l’occasione e solo per il suo processo, all’interno dell’aula in cui erano presenti alcune vittime e familiari dei tre assassinati il 14 dicembre, quando uccise l’allevatore Josè Luis Iranzo e due agenti della Guardia civil, Victor Romero Perez e Victor Jesùs Caballero Espinosa.

L'imputato ha risposto e ha subito confessato i due tentati omicidi, spiegando, con l’aiuto della traduttrice seduta al suo fianco, che non aveva sparato “per uccidere”, che c’era poca luce e che li aveva avvertiti prima di sparare. Aggiungendo che la pistola con cui ha sparato è stata acquistata in Italia. Dopo le tre ore di udienza, la richiesta di condanna a 23 anni di carcere per i due tenetati omicidi.

Per i tre omicidi sarà invece processato sempre in Spagna nella prossima primavera. In Italia lo attendono altri due processi: a Ferrara la settimana prossima per le rapine commesse con la banda di Ivan Pajdek e Patrick Ruszo, seminando il terrore con le violenze dell’estate del 2015. E infine il processo per gli omicidi dell’aprile 2017 della guardia volontaria di Valerio Verri e del barista di Budrio Davide Fabbri, fissato in appello il prossimo 27 maggio. —

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