L’appello al voto responsabile cancella i candidati minori
Nel testa a testa regionale tra Bonaccini e Borgonzoni non c’è stato spazio per gli altri La preferenza “utile” per non disperdere il voto
Alla fine è stato testa a testa, uno contro uno, o Bonaccini o Borgonzoni, sinistra contro destra. Il voto si è concentrato lì, sui due volti che incarnavano da una parte e dall’altra queste elezioni regionali. Da una parte la Lega e dall’altra il Pd. Dalla chiamata al voto responsabile agli scenari del dopo elezioni, quando si diceva che dalle urne dell’Emilia sarebbe dipeso il futuro del governo e del Paese. Nella corsa finale non c’è stato spazio per i partiti minori. Troppo il timore di vedere il proprio voto disperso e così, se non tutti ma magari molti, hanno preferito sacrificare l’ideale più puro in favore di un voto capace di fermare l’ascesa dei sovranisti. L’appello al voto utile e al voto responsabile è stato ascoltato.
NON PERVENUTI
Se già in provincia di Ferrara Stefano Bonaccini presidente ha ricevuto meno preferenze rispetto alla Borgonzoni, e se già alcune delle liste a suo supporto non hanno ottenuto risultati entusiasmanti (basti pensare ai numeri registrati da Volt e + Europa), non è difficile immaginare i risultati ottenuti nel Ferrarese dagli altri candidati alla presidenza della Regione. Tutti, da Movimento 3v, al Partito comunista, passando per Potere al popolo e L’altra Emilia Romagna, si sono fermati sotto l’1%, anzi, non hanno raggiunto nemmeno lo 0,50%.
Quello ad andarci più vicino è stato Domenico Battaglia di 3v (0,47%), seguito da Stefano Lugli di Altra Emilia Romagna (0,31%). Seguono a ruota Marta Collot di Potere al popolo (0,17%) e Laura Bergamini del Partito comunista (0,14%). —
S. G.
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