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La Lega blinda il risultato «Noi primi nel Ferrarese andiamo controcorrente»

Gi. ; Ca.
La Lega blinda il risultato «Noi primi nel Ferrarese andiamo controcorrente»

Il coordinatore provinciale orgoglioso dell’elezione del delfino Bergamini Poi si congratula con Bonaccini ma avvisa: si devono ascoltare tutti i territori 

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«La vuole sentire la mia opinione sull’esito delle elezioni regionali? Se si fosse candidato Alan Fabbri avremmo avuto qualche chance in più». Giuseppe Brina, coordinatore della Lega per il Basso Ferrarese, chiude il commento sul voto in Emilia Romagna con un’osservazione che nelle ultime ore ha trovato casa tra i militanti locali del Carroccio. Ma, anche per motivi “diplomatici”, di rapporti tra le articolazioni del partito, non risulta tra i commenti ufficiali più pronunciati. Dalla sua Alan Fabbri, segretario provinciale degli ex “padani” e sindaco di Ferrara, comune strappato dopo 74 anni all’egemonia della sinistra e del centrosinistra, ha il risultato che consacra la Lega come primo partito in provincia.

Qui il dato elettorale di Lucia Borgonzoni, la candidata presidente del centrodestra sconfitta in regione, si è assestato ben oltre il 50%. Con questo risultato la Lega estense, seconda per consistenza elettorale (41.9%) solo a Piacenza (44%), può permettersi di salutare con soddisfazione l’esito dello scrutinio elettorale.

I complimenti

«A Ferrara il centrodestra si conferma punto di riferimento dell’elettorato - scrive Fabbri - I dati di queste elezioni regionali sono chiari: la Lega ha vinto sia a livello provinciale che nel Comune di Ferrara. Il buon governo dei territori ha dato grandi risultati».

Le «congratulazioni» a Fabio Bergamini, sindaco uscente di Bondeno eletto in Consiglio regionale sotto le insegne della Lega, sono dovute, sottolinea il coordinatore provinciale: «Bergamini è il primo tra gli eletti per il centrodestra all’interno della lista Lega in Emilia Romagna», evidenzia il collega di partito. Ma «congratulazioni» anche «per il risultato ottenuto da Stefano Bonaccini, al quale voglio ricordare che il buon amministratore deve avere la capacità di raccogliere le istanze di tutti i territori».

La Lega guarda ormai la mappa elettorale della provincia con l’occhio di chi può mettere a punto l’en plein o quasi nei Comuni che andranno al voto tra quest’anno e l’anno prossimo. Il 49% segnato a Codigoro, il 56% di Comacchio, il 45% di Cento, il 43% di Copparo, il 55% di Lagosanto, persino il sorpasso ad Argenta sul Pd, amministrazione guidata per una manciata di voti da un sindaco di centrosinistra, dati inseriti in una cornice di generale crescita dei consensi, suggeriscono la possibilità di procedere con ulteriori passi verso il «cambiamento».

I casi ferraresi

«Il merito di questo successo va innanzitutto ai sindaci e agli amministratori», aggiunge Fabbri. Che a Ferrara vede crescere i voti leghisti, nonostante le polemiche che hanno reso incandescenti le ultime fasi della campagna elettorale (il caso Solaroli, le “minacce” ai giornalisti de La7 pronunciate dal vicesindaco Nicola Lodi, finito nel mirino anche per la casa popolare che occupa nonostante uno stipendio lordo di oltre 4mila euro).

Qui il Pd è salito al 30% recuperando una parte dei voti che si erano spalmati su altre liste di area alle comunali del 2018. Un segnale che, aggiunto alle piazze riempite dalle Sardine, potrebbe indicare l’avvio di una tendenza: il ricompattamento del centrosinistra dopo gli ultimi segnali di disaffezione e di sfiducia.

«Il candidato, ovunque lo presentiamo (Comune, Regione, parlamento) deve essere una persona che possiede la reale capacità di convogliare il consenso», aggiunge Giuseppe Brina. Che guarda con interesse ai voti perduti in questi anni dal M5s anche in provincia di Ferrara.

«Se Comacchio andrà al voto, in quel territorio si aprirà la possibilità concreta di cambiare l’amministrazione - prevede - Il Comune già in passato è stato amministrato da sindaci di centrodestra, come Paolo Carli. La nostra parlamentare, Maura Tomasi, saprà certamente individuare assieme agli alleati una proposta affidabile».

La carta Salvini

Fabio Bergamini, il sindaco uscente di Bondeno, ha ricevuto ieri alle 11.40 la notizia dell’elezione in Consiglio regionale (il seggio di Lagosanto ha chiuso lo spoglio in tarda mattinata). Nonostante la stanchezza per la notte passata in bianco ha esaminato la distribuzione del voto locale e ha tratto la conclusione che «l’exploit di Bonaccini, soprattutto nel Basso Ferrarese non si è sentito perché in questi anni alcuni problemi, come quelli della sanità (l’ospedale di Lagosanto) e della costa non sono stati trattati adeguatamente dalla Regione. A Bondeno penso che, realizzate alcune urgenze sul territorio, si possa transitare verso la nuova amministrazione nella continuità (un sindaco della Lega ,ndr). Abbiamo alcune carte da giocare per affermarci stabilmente in provincia: Salvini è una risorsa preziosissima, ma qui abbiamo anche Alan Fabbri». —

Gi. Ca.

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