«La scuola la sua vita Una grande donna» Abbraccio senza fine per la maestra Eva
Il suo arrivo in paese diede impulso a tutta la comunità Ieri grande commozione e ricordi durante i funerali
porto garibaldi. «Per ironia della sorte, portiamo l’estremo saluto a Eva sul palco del teatro che oggi è la chiesa della nostra comunità, sotto al quale c’è ancora la sua lettera, che riguarda bei momenti d’impegno, di fermento culturale del paese. Voglio credere che sia un segno del destino. Grazie e buon viaggio, amica mia! ».
Con la voce rotta dal pianto, ieri pomeriggio, Alessandro Pierotti, nella sua qualità di ex alunno e “figlio spirituale”, oltre che di ex sindaco, ha toccato il cuore dei tanti compaesani, che si sono raccolti in preghiera nel teatro parrocchiale di Porto Garibaldi, durante le esequie funebri di Eva Fuschini, l’amatissima maestra, spentasi sabato a 89 anni.
una grande donna
Commossa e carica di gratitudine anche l’omelia di don Andrè, il quale, declinandolo al presente, ha tracciato un ricordo di «una donna amatissima, protagonista di tanti eventi, che ha fatto tornare anche le suore dal Burundi, per l’ultimo saluto».
Nel primo banco, davanti alla bara cinta di fiori bianchi e gialli, accanto all’ex alunno Alessandro Pierotti anche la figlia Sandra, che, allargando le braccia verso i tanti che tra applausi e singhiozzi hanno seguito l’orazione funebre, ha voluto riservare loro un simbolico abbraccio carico di affetto.
«Lo spirito di questa donna è incontenibile – ha detto don Andrè –, è travolgente, la vedo lì mentre mi sgrida, per poi sciogliersi in un abbraccio. Con tutti voi ha condiviso tante cose belle per il paese.
Un altro ex alunno, Marco Selvatici, ha ripercorso l’intenso cammino compiuto dalla maestra di origine romagnola (nata a Ravenna), approdata a Porto Garibaldi nel 1974 a bordo di un Maggiolone con la sigaretta senza filtro sempre tra le dita: «Con lei sono stati realizzati tanti spettacoli, tante serate, sono stati anni di sviluppo culturale e sociale fantastici per il paese – ha ricordato Selvatici –; fa strano salutarla proprio qui nel teatro che ha contribuito a far crescere».
L’impegno sociale si è mosso parallelamente a quello educativo nella scuola e a quello culturale, attraverso la Famià ad Magnavaca, di cui Eva Fuschini è stata presidente storica, ma anche attraverso l’associazione Amici del Capanno Garibaldi.
«La scuola era la sua vita, la sua casa – ha aggiunto l’insegnante Nadia Vitali –, dove restava anche fino a notte. Sempre attiva e dinamica, Eva non si perdeva mai d’animo, era una docente severa, ma ha amato i suoi alunni dal primo all’ultimo». —
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