La Nuova Ferrara

Ferrara

«Salvini mi ha sfidato ma ha perso» Bonaccini parla da leader

«Salvini mi ha sfidato ma ha perso» Bonaccini parla da leader

La promessa del governatore: in un mese la nuova giunta sarà pronta Di sera la festa in piazza a Modena con Zingaretti: «La meritano gli emiliani»

3 MINUTI DI LETTURA





«Salvini ha voluto sfidarmi e ha perso». Stefano Bonaccini ha mostrato tutto il suo orgoglio il giorno dopo la conferma alla guida della Regione, riservando subito una stoccata a quello che considerava il “vero” rivale, cioè il leader leghista: «Questa regione ha dimostrato che se vuoi suonare i campanelli, lo fai a casa tua». L’analisi di quanto successo in questi tesi, faticosi e alla fine esaltanti mesi di campagna elettorale si è così mescolata ai sassolini da togliersi dalla scarpa: «Leggevo narrazioni distorte di quello che stava accadendo, c’era chi mi diceva di lasciar perdere, ma non ho mai avuto dubbi, perché una mobilitazione del genere non l’avevo mai vista prima d’ora». Poi, alle 20.30 nella sua Modena, il bagno di folla con Zingaretti.

sguardo in avanti

Il confermato governatore anche ieri ha confermato la tendenza al pragmatismo che gli viene riconosciuta. Dopo i sassolini, subito le cose da fare: ora, è la promessa, «in un mese presenterò la nuova giunta: uomini e donne capaci di affrontare i problemi e prendere subito decisioni». Ha anche rivelato di aver finalmente parlato con Mattia Santori, il portavoce delle Sardine: «L’ho chiamato per la prima volta per ringraziarlo della loro straordinaria mobilitazione». Decisiva, secondo molti osservatori per il risultato finale: «Salvini e Meloni le considerano piazze “contro”, ma commettono una gaffe clamorosa, perché sono una domanda di alternativa e loro l’hanno sottovalutata». Su un’eventuale rappresentanza del movimento in giunta, il governatore non si è sbilanciato, ma è sembrato chiedere al Pd di non dimenticarsene. «Serve una classe dirigente che quando entra in un bar o in un supermercato, sappia rispondere a chi ha davanti», è l’affondo di Bonaccini: «Diamo spazio ai tanti amministratori locali che abbiamo, sono straordinari».

C’è stato lo spazio anche per un pensiero rivolto al segretario Nicola Zingaretti: «Cambiare nome? Non so, non ci ho pensato. Ma serve una nuova ripartenza con nuovi contenuti: quando li vedrò, dirò la mia». Al M5s, invece, uscito quasi azzerato dalle urne, Bonaccini ha ribadito quanto aveva detto per tutta la campagna elettorale: «Hanno perso un’occasione, perché l’errore più grande è aver voluto provare un’alleanza in Umbria, in quelle condizioni drammatiche, e non farla laddove dove si poteva vincere insieme».

ripartire

L’Emilia-Romagna del futuro ripartirà dal lavoro e dall’innovazione. E soprattutto dalla richiesta di autonomia, cavallo di battaglia del governatore, che l’ha portata avanti anche tra i malumori dei suoi stessi compagni di partito. «Me l’aspetto: se questo Governo non la concederà, non farò sconti come non li ho fatti al Governo precedente», ha ribadito, indicandola tra le priorità nel dialogo con Roma, insieme a «risorse per gli investimenti» e «alla programmazione di fondi europei». L’ultimo pensiero per due dei “tormentoni” della campagna elettorale. Il primo è Bibbiano, dove il Pd ha stravinto: «Solo chi non conosce l’Emilia-Romagna può permettersi di andare in un paese di 10mila persone e offenderle dalla mattina alla sera, perché questo hanno fatto», è stato l’attacco di Bonaccini: «La Lega non ha saputo dividere le responsabilità dalla retorica per cui sembrava una comunità fatta tutta di orchi». Il secondo è la voglia di liberazione ripetuta dalla sua avversaria, Lucia Borgonzoni: «È stata un’offesa che ho sentito in maniera particolare e per questo dedico la vittoria alla mia terra e a chi l’ha liberata 75 anni fa, pagando con la vita», si è commosso.

la festa

Nella piazza gremita di Modena, Bonaccini ha stretto le mani di Zingaretti, venuto a rendere omaggio alla trincea locale che ha fermato l’onda globale della Lega: «Battere Salvini in questa terra fa un bell’effetto soprattutto per le persone che vivono in questa terra».

Con lui hanno festeggiato anche le Sardine, a nome delle quali Giulia Sarcone ha letto un messaggio il cui senso è «ora occorre agire con i fatti». E qualche parola molto coinvolta l’ha spesa il campione di volley Ivan Zaytsev, «il futuro del Pd è con Stefano (Bonaccini). Quella della Lega è stata una campagna tutta incentrata sui social, la sua è stata più umana e a contatto con le persone». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google