Storie e appelli accorati per non dimenticare il dramma dei deportati
Storia, appelli accorati, condanna per l’orrore dei campi di concentramento, testimonianze letterarie e perfino musica eseguita da quattro studenti del Conservatorio Frescobaldi. Ieri nella Giornata della Memoria celebrata nel Salone d’onore della Pinacoteca dal prefetto Michele Campanaro, dall’assessore alla cultura Marco Gulinelli, da Anna Quarzi direttrice dell’Istituto di Storia contemporanea e dallo storico Luca Alessandrini, ma soprattutto da una numerosa presenza di studenti delle superiori.
«Mi rivolgo a voi perché facciate memoria – ha esordito il prefetto dopo aver nominato l’internato Giuseppe Marzola a cui sarebbe poi stata consegnata alla memoria la medaglia al valor militare del Presidente della Repubblica – l’olocausto è una realtà infernale , testimonianza di orrore».
Furono 150 gli ebrei ferraresi deportati ed oggi in Italia sono rimasti solo 13 testimoni custodi della memoria.
E nel invitare a vivere il Giorno della memoria non solo come una celebrazione ma pensandolo in tutta la sua drammaticità come costante impegno ed ad essere sempre vigili contro le nascenti intolleranze che si stanno insinuando nelle scuole come negli stadi, le parole del prefetto sono state continuate dall’assessore Gulinelli che ha ringraziato gli insegnanti per il loro ruolo fondamentale nella conoscenza della storia e dalla Quarzi che ha portato l’attenzione agli 850mila militari italiani catturati dai tedeschi ed in particolare ai 600 mila che dissero no all’adesione alla Repubblica di Salò e furono così internati come Giuseppe Marzola. Una vera lezione l’intervento dello storico Luca Alessandrini che ha collocato l’odio verso gli ebrei fin nel IV secolo e la nascita delle prime idee fasciste nella metà dell’800, mentre Andrea Donniacono presidente della Consulta degli studenti ha ribadito che la risposta a queste terribili deviazioni sta nella cultura. Poi la consegna al nipote Lauro, della medaglia che lo zio Giuseppe Marzola si è meritato per la sua coerenzarenza alla Patria. —
Margherita Goberti
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