La Nuova Ferrara

Ferrara

Sulla Lega l’effetto-Fabbri non si vede

Stefano Ciervo

Salvini portava il sindaco come esempio per l’Emilia, ma il partito in città non decolla. «Ma è un ottimo risultato»

3 MINUTI DI LETTURA





La Lega resta il primo partito in città e il suo segretario provinciale, nonché sindaco Alan Fabbri, parte da questa considerazione per dirsi soddisfatto del risultato di domenica nel capoluogo, dopo sei mesi di governo a Palazzo municipale. La parte mezza vuota del bicchiere, per quanto riguarda i salviniani di centro e periferia, racconta di una lista leghista due punti sotto le Europee di maggio (consultazione più omogenea alle Regionali rispetto alle Comunali) e ad un Borgonzoni-Bonaccini finito di appena 142 voti in favore della prima, quasi a restituire al candidato un ruolo decisivo rispetto alla spinta del simbolo. Difficile insomma vedere un effetto-Fabbri, evocato come carta vincente da Salvini addirittura per l’intera regione, soprattutto considerato l’onda leghista abbattutasi tutto attorno. Sullo sfondo restano i veleni disseminati in campagna elettorale, a partire dai due casi Solaroli e pure dal video del vicesindaco Nicola Lodi («vi faccio un c... così»), che potrebbero essere accusati di aver zavorrato il decollo del Carroccio cittadino, a confronto con i risultati del resto della provincia, e contribuire al primo assestamento negli equilibri leghisti.

L’analisi

L’autosospeso Solaroli l’altra sera non si è visto, nella sede di via Ripagrande, come del resto lo stesso Fabbri. Il vicesindaco e segretario comunale Lodi, apparso fiducioso fino alla fine per la vittoria di Borgonzoni, non ha commentato né in serata né ieri, lasciando spazio alla nota unica firmata da Fabbri. «Alle recenti polemiche di alcuni esponenti del Pd locale rispondiamo con dati concreti» scrive Fabbri, mettendo però a confronto Regionali e Comunali, che in effetti mostra per la Lega uno scarto positivo di 3 punti e mezzo. «Ottima la risposta degli elettori anche sulla coalizione a sostegno della candidata Borgonzoni - continua il sindaco - che ha ottenuto il 50,12% staccando nettamente i risultati delle liste a sostegno di Bonaccini che si sono fermate al 44,77%». In questa maniera il segretario leghista finisce per intestarsi anche il boom di Fratelli d’Italia. La sua conclusione di conseguenza è «continueremo a lavorare con serietà ed impegno come abbiamo fatto fino ad oggi per costruire un legame sempre più solido con i territori e per essere sempre più vicini alla gente».

controtestimonianza

Anna Ferraresi, ex leghista freschissima («ho votato disgiunto per una candidata impegnata sul fronte animalista»), ha passato la notte ad osservare lo spoglio nel suo seggio di Ponte, ed è pronta a scommettere che «il contro-effetto di quanto emerso sulla gestione Lodi-Solaroli c’è stato eccome, sul voto. Diversi elettori leghisti, soprattutto di Ponte, mi hanno confidato la loro delusione, mettendoci dentro i migranti e i sinti portati in paese».Le sezioni pontesane sono rimaste al Pd, con numeri significativi.

il futuro

Al di là dalla sorte di Solaroli, la cui autosospensione da vicecapogruppo e dal partito priva Lodi del suo braccio destro, l’effetto-ricompattamento del gruppo comunale dopo l’uscita pubblica di Ferraresi avrà il potere di congelare la situazione in Municipio. C’è chi suggerisce invece di lavorare sul partito cittadino. —

Stefano Ciervo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google