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il candidato della lista bonaccini 

Bova vuole costruire la “cosa” centrista «Con noi gruppi da mezza provincia»

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La Lista Bonaccini nel Ferrarese ha ottenuto uno dei risultati peggiori a livello regionale, e Alberto Bova, il capolista, si è pure visto superare nelle preferenze al fotofinish dal giovane centese Edoardo Accorsi, ma questa esperienza «può rappresentare il punto di partenza per costituire una forza politica in grado di attrarre chi non si sente rappresentato da centrodestra e Pd». A dirlo è lo stesso Bova che anzitutto rivendica un risultato considerato comunque buono, «altrove Bonaccini giocava in casa, qui siamo “circondati” dai leghisti. E Italia viva ha dichiarato di votare solo il candidato presidente, sarebbe bastato un 1,5% in più per entrare in consiglio regionale»; e poi si pone come punto di riferimento di una nuova esperienza.

«Per la prima volta in questa campagna elettorale sono stato chiamato da persone di diversi centri della provincia, che mi dicevano “dai, costruiamo qualcosa di duraturo” - ha detto ieri l’avvocato ex consigliere di Ferrara concreta - E so che ci sono gruppi a Copparo e Comacchio, Portomaggiore e Ro, pronti a sostenere un progetto. Immagino una coalizione tra forze diverse, come Azione, Italia viva e Italia in Comune, in grado di attrarre anche i cattolici di centrodestra e pure chi ha votato Lega senza essere un militante e non è contento di quanto ha visto in questi otto mesi di consiliatura Fabbri: indecisioni su Hera e municipalizzate, nuovo mutuo da 10 milioni, impreparazione dei nuovi amministratori. La collocazione? Il mio campo è sempre stato il centro sinistra, la politica è volubile, oggi si parla di un’alleanza tra Calenda e Renzi per presentare in Puglia un candidato alternativo al Pd...». I riferimenti nazionali, a quanto si è capito, non sono stati ancora coinvolti, «Pizzarotti? Non ne abbiamo parlato, ma sono sicuro che possa essere interessato ad un progetto del genere. E con la soglia di sbarramento al 5% per il Parlamento, di cui si sta parlando, servono aggregazioni. Diciamo che Ferrara potrebbe diventare un modello da esportare».

In sala ad ascoltarlo c’era tra gli altri l’ex sindaco Roberto Soffritti, alle forze fuori dai partiti guarda Bova, «le Sardine sono un fenomeno interessante e guardate che non sono solo giovani, ci sono anche persone di mezza età ed anziani». —

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