Ferrara. Uccise l'amico a Valencia, la procura generale si oppone al dimezzamento della pena
Ricorso in Cassazione: "Guidarelli è incapace di gestire la rabbia, ma tutto questo non ha effetti sulla capacità di intendere e volere". Intanto a Ferrara una nuova condanna a 6 mesi per resistenza
FERRARA. "Eder Guidarelli è una persona incapace di gestire la propria rabbia, di moderare gli impulsi ed è stato preso da una sorta di ossessione di astio e odio nei confronti del suo vecchio amico di infanzia Marcello Cenci. Ma tutto questo non ha effetti sulla sua capacità di intendere e di volere". È questo uno dei punti cruciali sostenuti nel ricorso che la Procura generale di Bologna, con il sostituto pg Valter Giovannini, ha inoltrato in Cassazione dopo che il 21 novembre la Corte di assise di appello ha quasi dimezzato la pena per l'imputato, da 30 a 16 anni, riconoscendogli, oltre alle attenuanti generiche, la seminfermità mentale.
A luglio 2017 Guidarelli, 34 anni, partì da Ferrara e andò a Valencia, in Spagna, per uccidere, strangolandolo, il suo coetaneo, convinto che fosse suo rivale in amore. In precedenza lo aveva aggredito più volte. Nel ricorso il pg ricorda che durante le indagini c'erano state tre consulenze psichiatriche: quella del pm e della famiglia della vittima avevano escluso qualsiasi vizio di mente, mentre il consulente della difesa aveva parlato di seminfermità al momento del fatto. Anche la perizia disposta dal gup nel rito abbreviato aveva stabilito la piena capacità di Guidarelli.
I giudici di appello, nonostante la richiesta della difesa, hanno deciso di non rinnovare l'istruttoria con una ulteriore perizia, e hanno deciso in autonomia. Secondo la Procura generale, però, nella sentenza manca una spiegazione convincente del perché siano state disattese le conclusioni del perito di primo grado e dell'incidenza del presunto disturbo della personalità dell'imputato in rapporto al delitto. Non solo, per il pg, in Guidarelli non è mai emersa una condizione psicotica, ma neppure un disturbo della personalità grave al punto da poter costituire infermità rilevante. Rispetto alle attenuanti generiche, infine, la Procura affronta il tema dell'infanzia difficile vissuta dall'imputato a Bahia, in Brasile, dove è cresciuto nelle favelas prima di essere adottato. Se questo aspetto non è in discussione, ragiona il pg, è anche vero che tra i traumi e l'omicidio sono passati più di 25 anni, trascorsi in un contesto sano, equilibrato e accudente.
Eder Guidarelli, già condannato in primo grado anche per stalking sempre ai danni di Marcello Cenci, ieri (28 gennaio) era ancora a processo, accusato di resistenza nei confronti di un agente penitenziario. Il giudice lo ha condannato a 6 mesi, contro i 9 chiesti dalla procura.
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