«Annullate la sentenza di Eder» I pm contro la pena dimezzata
I giudici d’appello avevano ridotto da 30 a 18 anni la pena per aver ucciso l’amico La procura generale ora si oppone: «ma non si può concedere la seminfermità »
Le perizie psichiatriche del processo a Ferrara, ben tre, avevano escluso qualsiasi patologia psichiatrica per Eder Guidarelli e anche quella del perito del giudice che lo condannò a 30 anni di carcere indicò la sua piena capacità di volere: uccidere Marcello Cenci, partendo da Ferrara e dopo un viaggio di 1. 500 km, tendergli un agguato di notte nell’androne della casa di Valencia, dove Cenci era andato ad abitare per sfuggire a Eder.
Tante perizie
Ma come si ricorda, la sentenza di condanna a 30 anni del primo grado era stata ridotta a 18 dai giudici d’appello che avevano riconosciuto, nonostante tutte le perizie dicessero il contrario, la seminfermità di mente. Una sentenza che aveva fatto discutere, che aveva acceso di nuovo il dolore della famiglia Cenci. Una sentenza contro cui ora il pg di Bologna, Walter Giovannini ha presentato ricorso in Cassazione perché, spiega nel suo atto il magistrato, Eder Guidarelli era sì una persona incapace di gestire la propria rabbia e di moderare gli impulsi e venne preso da una sorta di ossessione di astio e odio verso il vecchio amico di infanzia Marcello Cenci, ma tutto questo non limitava affatto la sua capacità di intendere e di volere. In uno dei punti cruciali del ricorso, il pg Giovannini attacca l’impianto della Corte di assise di appello che il 21 novembre ha quasi dimezzato la pena per Guidarelli riconoscendo attenuanti generiche e seminfermità mentale. E chiede alla Cassazione di annullare la sentenza: una decisione accolta con soddisfazione dalla mamma di Marcello, Roberta Previati «contro quella maledetta sentenza». Sentenza sul fatto che risale al luglio 2017 quando Eder partì da Ferrara e andò a Valencia, in Spagna, per uccidere, strangolando Marcello Cenci, convinto che fosse suo rivale in amore. Un omicidio annunciato, viste le tre precedenti aggressioni a Marcello che tentò di scappare da Eder – inutilmente – trasferendosi a Valencia.
Più che capace
Nel ricorso il pg Giovanni entra nel merito e ricorda che sulla posizione psichiatrica di Eder vi sono state quattro consulenze: una del pm, la seconda della famiglia della vittima, ed entrambe avevano escluso qualsiasi vizio di mente, mentre il consulente della difesa aveva parlato di seminfermità al momento del fatto. Ma anche la quarta perizia disposta dal gup Carlo Negri nel rito abbreviato aveva stabilito la piena capacità di Guidarelli. I giudici di appello, però, nonostante la richiesta della difesa, hanno deciso di non rinnovare l’istruttoria con una ulteriore perizia, e hanno deciso in autonomia, come periti sopra i periti: nella sentenza – il rilievo del ricorso – manca una spiegazione convincente del perché non siano state accolte le conclusioni dei periti di primo grado e dell’incidenza del presunto disturbo della personalità dell’imputato in rapporto al delitto. Non solo, per il pg, in Guidarelli non sono mai emerse condizioni psicotiche né disturbi della personalità da diventare infermità rilevante. Rilievi anche alle attenuanti generiche concesse per l’infanzia difficile vissuta da Eder in Brasile nelle favelas prima di essere adottato a Ferrara: un passato troppo lontano per sostenere i postumi di questi traumi. Intanto Eder ha pagato l’ultimo conto con la condanna a 6 mesi per resistenza ad un agente che aggredì nel carcere di Ferrara. –
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