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LA “DON ZANANDREA” FRA STORIA E FUTURO 

Da 100 anni a fianco di ogni fragilità «Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti»

Beatrice Barberini
Da 100 anni a fianco di ogni fragilità «Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti»

All’intermeeting di Lions e Rotary il libro di Giuseppe Sitta Appello per nuovi soci. In arrivo Centro anziani e un parco

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CENTO. “Una storia lunga 100 anni”, quella del Don Zanandrea, a fianco delle persone più fragili del Centese. In occasione dell’intermeeting tra Lions Club di Cento, Lions Club di Pieve di Cento e Rotary Club di Cento, il curatore del libro Giuseppe Sitta ha ripercorso un secolo di storia della struttura, nata come orfanotrofio maschile nel 1918. Fra tante difficoltà e sfide, il Don Zanandrea è da 100 anni fulcro di molteplici servizi per la fragilità, un punto di riferimento a supporto dei bisogni delle persone in difficoltà.

I PROTAGONISTI

Ad aprire la serata di beneficenza al Ristorante Europa, il presidente Lions Club di Cento Gian Luca Cazzola, il presidente Rotary Club di Cento Carlo Rumpianesi e il presidente Lions Club di Pieve di Cento Marco Manderioli. Insieme agli oltre cento soci e ospiti, hanno dato il benvenuto al presidente Fondazione Don Zanandrea Giorgio Bonzagni, al direttore tecnico Enrico Taddia e al professor Giuseppe Sitta, che, tra gli applausi, ha presentato il libro realizzato in occasione del centenario della struttura.

Una storia, quella del collegio maschile, che si intreccia con le scuole Taddia, la CariCento, oltre 200 aziende centesi e con l’impegno di tanti: don Giovanni Zanandrea, Giuseppe Taddia, Luigi “Gigetto” Govoni, Augusto Fava, Marco Aleotti, Benito Mantovan, Massimo Manderioli, per un solidale e virtuoso sviluppo del territorio. Dopo l’oneroso impegno del restauro del complesso di via Ugo Bassi, oggi, dopo un impegnativo piano di ristrutturazione economica e finanziaria messo in atto dall’attuale gestione, la Fondazione ha raggiunto una stabilità di bilancio, assieme a Comune e CariCento.

«Oggi la Fondazione ha bisogno del supporto di tutti – ha esortato il presidente Bonzagni –, di nuovi soci, di poter contare su nuove persone che condividano la nostra missione, che è dare opportunità e aiuto concreto a persone in difficoltà. Con il libro, abbiamo aperto una pagina importante della storia di Cento. Il Don Zanandrea è parte della Città».

Con 16 dipendenti e 30 ospiti “stabili”, grazie alla convenzione col Comune di Cento, la Fondazione gestisce oggi due strutture per persone con disabilità: il centro socio-riabilitativo “Pilacà” e il centro socio-occupazione “Nuovi orizzonti”. Nella struttura di 3.300 metri quadri anche un “condominio sociale”, dove operano in maniera indipendente due cooperative, una a supporto delle famiglie con disagi sociali ed emergenze abitative in 5 appartamenti, l’altra nell’ambito dei progetti Sprar per l’accoglienza e protezione dei richiedenti asilo: 15 oggi i migranti ospitati. Il Comune è proprietario di 5 appartamenti riservati a famiglie in difficoltà.

«I 2.515 metri quadri in locazione garantiscono un 20% di introiti in un fatturato annuo di 900mila euro. Rinegoziato in maniera più sostenibile il mutuo ipotecario con CariCento, il Don Zanandrea diverrà ben presto sede del Centro anziani, grazie all’impegno dell’amministrazione comunale, ed è prevista anche la prossima apertura del nuovo parco cittadino. I lavori di ristrutturazione termineranno entro l’estate e tra i tavoli del locale che verrà realizzato ci saranno i ragazzi con disabilità».

IL FUTURO

Come riferito da Enrico Taddia, tanti i nuovi progetti di arte e cultura avviati: il laboratorio teatrale “Actor Zanandrea” e il laboratorio artistico-pittorico “Sulle orme del Guercino”. Ma la Fondazione guarda avanti: «Finanziata dalla CariCento, ricreeremo la bottega del Guercino, dove i ragazzi con disabilità potranno raccontare ai visitatori chi era l’illustre pittore centese. Poi, progetti legati alla sostenibilità, anche ambientale, e alla promozione di una rete della solidarietà e dell’inclusione, dalle aste di beneficienza al carnevale dei bambini. Tra gli obiettivi della Fondazione, c’è il progetto “Dopo di noi”, per dare una risposta a quei genitori che si chiedono “cosa accadrà a mio figlio quando non ci sarò più?”, garantendo un futuro ai figli con disabilità, oltre ad affrontare il problema del passaggio tra bambini a scuola ad adulti. Poi, la sfida: i fondi europei, la linea Erasmus, e l’innovazione tecnologica a supporto il mondo del sociale». —

Beatrice Barberini

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