Dall’economia alla sanità Le cifre del divario con l’Emilia
Un confronto impietoso. Nella sanità, in economia, nella composizione sociale, nel mondo del lavoro. Mettere fianco a fianco i dati della provincia di Ferrara e della regione Emilia Romagna, pone in evidenza in maniera plastica quella che ad urne ancora calde il segretario regionale dem, Paolo Calvano, chiamava «la distanza tra il Ferrarese e la via Emilia, da colmare». Più o meno l’obiettivo che si era posto cinque anni fa la giunta Bonaccini I, ed in particolare l’assessore Patrizio Bianchi, che del programma del governatore fu l’estensore, che in tutta evidenza non è stato nemmeno avvicinato.
i numeri
Il mondo del lavoro e quello dell’economia sono gli ambiti dove viene più facile, da diversi decenni ormai, misurare questa distanza. Il tasso medio di disoccupazione della regione era sceso a fine 2018 al 5,9%, e più volte Bonaccini in campagna elettorale ha ricordato che nei trimestri successivi è ancora diminuito; quello di Ferrara è quasi il doppio. Non parliamo nemmeno della ricchezza, espressa in termini di valore aggiunto, visto che ogni ferrarese può contare su 24.883 euro mentre in media i residenti in altre parti della regione “valgono” oltre 32mila euro. Perfino la paga oraria dei dipendenti è inferiore alla media regionale.
La sanità, che è diretta espressione della Regione, produce nel Ferrarese 36 milioni di saldo negativo tra mobilità attiva e passiva, significa cioè che la spesa dei residenti che si rivolgono a strutture di altre regioni (il Veneto, tipicamente) è più alta di quella prodotta da chi si rivolge ai nostri ospedali. L’Emilia Romagna, nel suo complesso, ha un significativo segno più davanti a questa grandezza. Il numero di posti letto in rapporto agli abitanti, è vero, risulta allineato a quello medio regionale, che è poi anche l’obiettivo posto dal Piano sanitario governativo, ma questo dato va letto assieme all’indice di vecchiaia, che a Ferrara è superiore del 28% rispetto alla media regionale. È evidente infatti che gli anziani hanno più necessità di presidi ospedalieri.
La conferma del divario arriva anche dalle pensioni d’invalidità, una in più ogni cento abitanti rispetto all’Emilia, spia di fragilità; e dal tasso di mortalità, anche in questo caso significativamente superiore. Perfino nei posti asilo c’è un lieve gap.
obiettivi
«Accorciare le distanze in senso figurato tra Ferrara e la via Emilia sarà il nostro obiettivo per i prossimi cinque anni - ha già dichiarato Calvano - Un’attenzione ancora maggiore verrà data alle problematiche delle zone fragili del territorio». I numeri sono lì a dimostrare che ce n’è bisogno. —
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