La Nuova Ferrara

Ferrara

LIDI  

Il caso degli affitti brevi Monta già la protesta su possibili nuove norme

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO GARIBALDI. È già allarme ai Lidi per quanto si prospetta nella regolamentazione degli affitti brevi. La critica si era subito infuocata a fronte di un emendamento presentato al decreto legge cosiddetto “Milleproroghe”, primo firmatario il dem Nicola Pellicani, che poi l’ha ritirato, ma solo a fronte di garanzie da parte del governo di una regolamentazione più organica.

Il casus belli, inizialmente, riguardava la delega ai Comuni circa la regolamentazione degli affitti da parte dei privati, settore in cui il mercato nero fiorisce.

Nello specifico, l’emendamento prevedeva di lasciare ai Comuni la possibilità di creare una licenza ad hoc per gli affitti brevi, fissando sia un tetto al numero di permessi, sia «un limite di durata delle locazioni in un anno solare, differenziandolo anche in relazione alle esigenze delle zone del territorio amministrato, con specifico riferimento ai centri storici e le aree di interesse culturale e artistico».

In sostanza, l’affitto di più di tre stanze, anche in case diverse, per meno di 8 giorni, si sarebbe configurato come attività d’impresa.

Immediate le reazioni. La prima a dire no è Italia Viva che, tramite il deputato ferrarese Luigi Marattin, annuncia il voto contrario alla proposta spiegando che «una migliore regolamentazione non ha nulla a che vedere con maggiore burocrazia, con il blocco del mercato e con il freno a un’attività che finora ha stimolato turismo e ha portato benefici a tutti».

«Ho accolto l’invito del governo al ritiro – spiega Pellicani –, in quanto lo stesso governo si è impegnato a riprendere i contenuti dell’emendamento all’interno del collegato alla Legge di Bilancio sul turismo, una proposta di legge che i vari ministri hanno facoltà di presentare dopo l’approvazione del Bilancio entro il 31 gennaio 2020. Per cui il testo arriverà in Parlamento a giorni e sarà discusso a strettissimo giro. Un primo traguardo è stato raggiunto».

La questione, dunque, resta di stretta attualità. Così come la contrarietà che si alza ad alta voce dalla costa comacchiese. Se ne fa interprete Pier Paolo Carli di Forza Italia: «Avanti così, senza alberghi e strutture ricettive i Lidi subiranno ulteriormente la crisi e il patrimonio immobiliare si deprezzerà! Ed ora il governo massacra i piccoli proprietari. Morale: da noi il turismo muore». E conclude: «Il governo giallorosso odia chi lavora, produce e risparmia. Ci vogliono deboli, inoffensivi e bisognosi della loro mano caritatevole». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google