Strade, dossier permanente Cispadana e A13 in pole
il focus
Un dossier in permanenza sul tavolo della Regione è quello della dotazione infrastrutturale ferrarese. Strade, ferrovie, vie d’acqua (l’aeroporto è stato cancellato un decennio fa) segnano un gap evidente con il resto dell’Emilia Romagna, come del resto aveva riconosciuto l’allora assessore Raffaele Donini. Sui grandi collegamenti Ferrara è rimasta ferma al 1970, anno di apertura al traffico della A13, che è rimasta a due corsie (il ministro De Micheli ha annunciato lo sblocco della procedura per la terza corsia); sempre a quel periodo risale il varo del raccordo Ferrara–Porto Garibaldi. I collegamenti stradali con i capoluoghi vicini, ad eccezione di Bologna e Rovigo, restano precari: per Mantova, con la Virgiliana, servono quasi due ore; Modena può essere raggiunta agevolmente solo prendendo due autostrade, la A13 e la A1. Un grande passo in avanti sarebbe in entrambi i casi l’autostrada Cispadana, per la quale la Regione ha preso l’impegno di aprire il cantiere nel giro di un anno. Per raggiungere Ravenna, invece, ci sono sempre i colli di bottiglia della Statale 16.
L’Idrovia ferrarese è un progetto di fatto congelato, a dir la verità, dalle non-decisioni sui ponti di attraversamento del capoluogo. Quanto alla mobilità ferroviaria, si attende il completamento del passante cittadino del metro di superficie per velocizzare e rendere più moderni i collegamenti interni. È stata escluso il prolungamento dei binari lungo la litorale, dalla Romagna ai Lidi comacchiesi, ma il servizio di metro di costa dovrebbe comunque essere garantito da autobus elettrici, secondo gli impegni di Bonaccini. —
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