Svolta a Goro nel delitto Branchi, pensionato accusato di concorso in omicidio
Modificata la posizione di Carlo Selvatico, 80enne, interrogato nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 30 gennaio nella caserma del paese. Per procura e carabinieri ha saputo e partecipato all'uccisione di Willy. Lui "Non ricordo nulla" e poi non risponde. L'avvocato conferma il cambio di reato "sono sviluppi di nuove indagini che non conosciamo".
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GORO – È la svolta dell’inchiesta sull’omicidio di Willy Branchi e va in scena nel tardo pomeriggio di oggi (giovedì 30 gennaio) nella caserma di Goro, dove Carlo Selvatico, pescatore pensionato 80enne, già coinvolto nelle indagini, viene accusato, con un cambio di imputazione di concorso in omicidio.
Resta due ore dentro la caserma. Selvatico, per rispondere alle domande del pm Andrea Maggioni dei carabinieri di Ferrara e Comacchio che indagano da anni sull’omicidio di Willy Branchi, ancora oggi senza soluzioni nonostante le indagini siano vicine alla svolta. Selvatico da anni è indagato nell’ambito dell’inchiesta, prima per aver detto bugie ai magistrati, poi per favoreggiamento ora per concorso in omicidio, perché il sospetto e l’ipotesi investigativa è quella che avrebbe aiutato, o coperto gli assassini o chi tentò di sbarazzarsi del corpo di Willy abbandonandolo nella golena del Po alle porte di Goro la mattina del 30 settembre 1988.
Selvatico all’uscita dalla caserma, avvicinato dai cronisti, è parso infastidito e ha ripetuto: «Non ho niente da dire» e a chi gli chiedeva se sarà richiamato per chiarimenti «dipende da loro, gli inquirenti, certamente non voglio che finisca ma che vada in lungo, così avrò da parlare ancora». Ma è successo che è morto un ragazzo, uno suo compaesano: «Non faceva parte della mia vita, del mio vivere, non ci conoscevamo neanche». Poi riferito al fratello Luca, che da anni lotta per arivare ala verità: "La colpa è sua che doveva stargli vicino". Quindi affiancato dal suo legale, ha ribadito: «Non ricordo più niente la memoria non è più quella di una volta».
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Ha buona memoria e conoscenza degli atti il suo avvocato Michele Ciaccia, che conferma il cambio di imputazione: «Siamo ormai al terzo interrogatorio in tre settimane, questa modifica sarebbe dovuta agli atti di indagine svolti di recente di cui non siamo a conoscenza e non sappiamo nemmeno con chi avremmo concorso nell’omicidio». Il legale spiega che Selvatico ha dato «chiarimenti su alcuni aspetti» ma quindi visto il cambio di imputazione «poi abbiamo optato per il non rispondere e avvalerci della facoltà di non farlo». L’indagine come si ricorda oggi vede altri 7 indagati: 4 per false informazioni al pm, don Tiziano Bruscagin per calunnia poi altre due persone, due fratelli pescatori di Goro, accusati di concorso in omicidio e possibili complici del gruppo di persone che uccise, brutalizzò Willy e poi lo trasportò nella golena, nudo, abbandonandolo dove venne trovato la mattina dopo essere ucciso, 32 anni fa.
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