Dopo i pugni, le parole «Io e gli amici del Fascio vi bruceremo, zingari»
La lite per la ragazzina degenera: a processo
l’episodio
«Sei fortunato che sono solo, se fossi con i miei amici del Fascio vi bruceremo tutti, un giorno risorgeremo e vi elimineremo tutti, voi zingari di m...». Doveva essere un chiarimento tra studenti, ragazzi poco più che diciottenni, allora, novembre 2018: si trovarono davanti alla scuola del Vergani e iniziarono a discutere perché lui Andrea Melis, che pronunciò la frase, chiedeva conto dei messaggi inviati alla sua fidanzata dall’amico. La discussione si animò, si arriva anche alle mani, spintoni e pugni, e poi allo strappo della catenina d’oro alla vittima.
Questo il fatto, nudo e crudo, che ha portato Melis a processo per tentata rapina e lesioni: rischia minimo 4 anni di carcere, perché la polizia prima e la procura dopo hanno sostenuto questa ricostruzione. Lui e il suo avvocato d’ufficio Elisa Cavedagna non ne vogliono sapere e ieri mattina, alla prima udienza del processo, hanno spiegato di voler andare «fino in fondo per dimostrare che le accuse sono infondate».
Ma occorre dire che al ragazzo accusato di tentata rapina è andata anche bene, almeno dal punto di vista delle accuse. Perché per quella frase su «Fasci e zingari», Melis rischiava anche l’aggravante razziale prevista dal codice. Al momento, stando alla contestazione formale, questa accusa gli è stata risparmiata, ma chissà se spunterà di nuovo fuori al processo.
Il fatto risale al novembre 2018, quando i due si incontrano e a questo incontro assistono anche altri ragazzi e ragazzine (due di loro sono tra l’altro testimoni al processo). Nasce la discussione poi degenerata come da capo di imputazione: tentata rapina della catenina d’oro. Il processo, comunque, è solo alle battute iniziali, ieri mattina davanti al tribunale e al pm Bruno Longhi (l’indagine è stata istruita dalla pm Cavallo) si sono svolti gli atti di procedura e si è deciso il rinvio. Alla prossima udienza del 14 maggio si entrerà però nel vivo anche di quel famosa frase che potrebbe non essere considerata così innocente. –
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