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L’agricoltura si mobilita: subito misure d’emergenza contro la cimice asiatica

di Alessandra Mura
L’agricoltura si mobilita: subito misure d’emergenza contro la cimice asiatica

«La vespa samurai non basta, va tolto il divieto ai trattamenti chimici» Quattromila in corteo con Agrinsieme. Il Comune annuncia lo sconto sull’Imu

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Avanza nella nebbia il corteo di Agrinsieme. Sono circa quattromila, un serpentone ordinato e imponente messo al tappeto da pochi grammi letali chiamati cimice asiatica. Un flagello che ha già azzerato il lavoro di migliaia di aziende e ora rischia di cancellarne il futuro. Una calamità che il presidente della Regione Bonaccini non esita a paragonare, per danni economici, al terremoto del 2012.

La mobilitazione

Una risposta massiccia, ieri a Ferrara, per l ’iniziativa di Agrinsieme. Sono migliaia gli agricoltori accorsi da Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, le regioni colpite dal parassita che, solo nel settore emiliano romagnolo della pera, ha già causato oltre 267 milioni di perdite.

Attorno alle 9, con la nebbia che ha avvolto la città, i 150 trattori confluiti da cinque diverse direttrici hanno già raggiunto il parcheggio ex Mof, dove i manifestanti con cartelli, fischietti e bandiere stanno attendendo il via per il corteo lungo corso Isonzo, viale Cavour e corso Martiri verso piazza Municipale, dove si terranno gli interventi. Accanto al settore dell’agricoltura è schierato il mondo produttivo, sindacale e istituzionale. A reggere lo striscione che apre il corteo ci sono i sindaci o gli assessori dei Comuni della provincia. A rappresentare Ferrara non c’e il sindaco Alan Fabbri ma l’assessore Fornasini, non manca l’ex consigliere regionale Paolo Calvano e i neoeletti Marcella Zappaterra, Marco Fabbri e Fabio Bergamini, anche se proprio da quest’ultimo arriverà poi un attacco a Bonaccini («per lui è stata solo l’occasione di un comizio»). A manifestazione conclusa, interverrà poi anche l’assessore Fornasini, annunciando un aiuto dal Comune: «A Ferrara un risparmio di 500.000 euro di tasse all’anno per gli agricoltori grazie alla riduzione dell’Imu sui terreni agricoli e all’azzeramento della Tasi sui fabbricati strumentali».

Da più parti, sul palco, è un costante richiamo all’unità, accompagnato dal rammarico per lo “strappo” di Coldiretti che il giorno precedente si era mobilitata a Verona.

Sos alle istituzioni

Micidiale e, con gli strumenti per ora a disposizione dei coltivatori, invincibile. La cimice killer incombe su tutto il corteo. Nelle tute costellate dal devastante insetto indossate da qualche manifestante, negli striscioni branditi per chiedere ascolto, nei cartelli che immaginano una nuova “guerra dei mondi” con la cimice intenta a divorare una mela.

Il messaggio alle istituzioni è diretto e urgente: contro un’emergenza di queste proporzioni servono misure emergenziali. Leggi: la possibilità di utilizzare fitofarmaci al momento vietati. «Decisione gravissima», quella di proibirli, riporta il direttore di Confagricoltura Paolo Cavalcoli leggendo il messaggio dell’eurodeputato Herbert Dorfmann. «Il tempo è finito - ammonisce Luca Vertuani, presidente di Confagricoltura - Un settore non può scomparire per colpa di una cimice, e se non si agisce tra quattro mesi saremo da capo. Perché non usare gli agrofarmaci? Un farmaco serve, appunto, a curare e non è nulla di male», aggiunge ricordando che, anzi, «siamo noi agricoltori i tutori dell’ambiente. E non possiamo delocalizzare: i nostri terreni sono qui».

Cambiamenti climatici, parassiti, malattie. Ad abbattere il settore primario non è solo la cimice: «Qui rischiamo l’apocalisse - è l’allarme del direttore di Cia Ferrara e coordinatore di Agrinsieme Stefano Calderoni - Abbiamo contato un miliardo di danni, 5.000 giornate di lavoro perse e 6.000 stagionali che, per questo, quest’anno non potranno usufruire della disoccupazione, con pesanti ripercussioni sociali». E se il governo ha messo a disposizione 80 milioni di euro «intanto che aspettiamo, le aziende chiudono e i frutteti vengono estirpati. E da qui non si torna più indietro - prosegue definendo l’aventino veronese di Coldiretti «un’occasione persa, perché l’ultima cosa di cui ha bisogno oggi l’agricoltura sono le divisioni».

E poi basta, si sfoga, con i «pregiudizi che vogliono l’agricoltura nemica dell’ambiente, siamo noi a proteggere il territorio: un ettaro di frutteto vale un ettaro di foresta». E basta anche con la retorica dei «giovani che tornano all’agricoltura: con 170 euro per ogni ettaro di mais, me lo spiegate come fa un giovane agricoltore a sopravvivere?».

Un grido di preoccupazione condiviso anche dall’assessore regionale all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, da Roberto Crosara di Alleanza Coop Estense, dal presidente nazionale Cia Dino Scanavino dal presidente nazionale di Copagri Sergio Varrascina, mentre Massimiliano Giansanti, presidente nazionale di Confagricoltura, ha rivendicato l’importanza di un settore «che dà da mangiare al paese». Ma per continuare a lavorare «abbiamo bisogno di certezze. Siamo fieri di raccogliere la frutta, non di percepire i rimborsi dalle banche. Chi crede questo non ha la consapevolezza di chi siamo e cosa facciamo. Non vogliano essere continuamente risarciti, ma messi in sicurezza». La vespa samurai come antagonista naturale della cimice asiatica? «Come voler arginare il mare con le mani». —



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