Morirono lavorando alle chiuse. Tre condannati per omicidio
Assolti con formula piena gli altri due imputati: Ettore Alberani e Vittorino Malagò. Nell’incidente in Valle Lepri nel 2013 morirono due operai affogati nel bacino
SAN GIOVANNI. Morirono affogati nel bacino di Valle Lepri a San Giovanni di Ostellato dopo che le paratie su cui stavano lavorando cedettero. Era il 22 febbraio 2013, a perdere la vita Fabrizio Veronese, 56 anni di Rovigo e Guglielmo Bella, 53enne di Loreo. Ieri mattina il giudice Carlo Negri del tribunale di Ferrara ha condannato tre dei cinque imputati.
LA SENTENZA
Condanna a 2 anni e 6 mesi per la titolare della ditta costruttrice, la General Montaggi Industriali Costruzioni in acciaio di Villadose (Rovigo), Maria Antonietta Strazzullo; stessa pena per il tecnico Federico Tita di Adria, dipendente della ditta costruttrice e direttore tecnico di cantiere, così anche per Bruno Droghetti di Ferrara, dirigente Idrovia ferrarese Aipo, progettista e direttore lavori del progetto.
Assolti invece Ettore Alberani di Boretto (Reggio Emilia), dirigente Aipo, agenzia interregionale Po con delega alla gestione dell’Idrovia ferrarese, coinvolto come Rup per la manutenzione Valle Lepri e Vittorino Malagò di Felonica (Mantova), coordinatore sicurezza del progetto di manutenzione delle chiuse, per i quali l’accusa sostenuta dal pm Ciro Albero Savino aveva chiesto invece la condanna.
LE MOTIVAZIONI
Per conoscere le motivazioni bisognerà aspettare novanta giorni. In linea di massima il giudice ha riconosciuto la responsabilità dei tecnici che stavano lavorando sul posto e che avrebbero dunque dovuto vigilare sui lavori anche per quel che riguarda la questione sicurezza. Nulla dunque potevano sapere Alberani e Malagò.
IL FATTO
Durante i lavori di manutenzione, il 22 febbraio 2013, morirono i due operai Fabrizio Veronese 56 anni, di Rovigo e Guglielmo Bellan, 53enne di Loreo (Rovigo), dipendenti della ditta Gmi di Villadose di Rovigo. I due stavano eseguendo l’intervento e morirono affogati nel bacino dopo che le paratie su cui stavano lavorando cedettero, riversando l’ondata d’acqua del canale che li travolse e uccise. Le paratie, quando a causa di una rottura del piedino che le ancorava alla base di cemento armato, cedettero in quel punto: la vasca dove si trovavano gli operai venne invasa da una ondata micidiale che in pochi secondi non lasciò scampo ai due lavoratori. Le famiglie costituite parte civile avevano già ottenuto risarcimenti importanti ed erano uscite dal processo.
«Ettore Alberani è stato assolto dall’accusa di duplice omicidio colposo per l’Incidente di Valle Lepri - commenta l’avvocato difensore Fabio Anselmo -. Sono contento. Era giusto così. Il fatto non sussiste, al formula è dunque piena». —
An.Bo.
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