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Dolore, lacrime, rabbia Addio a papà Domizio

G.C.
Dolore, lacrime, rabbia Addio a papà Domizio

Familiari, amici e anche sportivi ai funerali di Bergamini  E la figlia Donata non nasconde la sua debolezza

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ARGENTA. Un dolore profondo, viscerale e così forte da non riuscire a nasconderlo. Donata Bergamini si è mostrata per una volta fragile davanti alla morte di papà Domizio. È quello di una figlia che non solo ha perduto per sempre il padre, morto giovedì a 79 anni all’ospedale di Argenta ma anche un alleato. Un a carezza sulla bara che è diventata quasi un pugno. «Sì il gesto di Donata – chiarisce la cugina Isabella Baroni –, è comprensibile perché ora si sente sola a combattere per ottenere la verità su suo fratello Denis».

il dolore

«Lo zio Domizio – precisa commossa Isabella Baroni – era il suo sostegno, le dava forza in questa battaglia per la verità di suo fratello e venendole a mancare ora si sente sola». Davanti alla camera mortuaria dell’ospedale di Argenta anche il vicesindaco Luca Simoni, amici e concittadini di Boccaleone.

Già, Boccaleone, ieri non ha voluto mancare perché Domizio Bergamini era uno di loro e così pure il mondo del calcio, del Comacchio ma anche vecchie glorie del Boccaleone calcio e l’ex spallino Ferroni. Un’affluenza di gente che si è stretta come in un grande abbraccio attorno al fratello Dino, alla sorella Lilia e a tutti i parenti.

Quando la bara è stata trasportata dalla camera mortuaria sul carro funebre, un silenzio surreale ha fatto da contorno a questo momento doloroso. Solo quando un uomo ha iniziato a battere le mani, allora tutti si sono allineati all’unisono come quando Denis segnava un gol nella sua seppur breve carriera di calciatore. Ed è stato proprio in questo momento che Donata, piena di dolore, ha voluto sfogare la sua rabbia verso quanto accaduto e si è avvicinata alla bara, l’ha quasi colpita accarezzandola dopodiché è andata via, si è allontanata da sola, con i suoi ricordi e con la sua rabbia.

«Chi conosce Donata sa che andrà avanti nella sua battaglia alla ricerca della verità – dice un amico mentre il carro funebre s’allontanava mestamente verso l’ara crematoria di Molinella –: ora lo deve anche al suo Domizio». Già, un papà cui è stata portata via una ragione di vita, una morte che non ha mai voluto accettare perché piena di ombre, di punti bui e per la quale da anni si invoca chiarezza. —

G.C.

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